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“giacchette nere” nella bufera

Tredici mesi di squalifica al numero 1 degli arbitri

Zappi condannato per presunte pressioni su organi di serie C e D. Ma per ora non decade

Pubblicato il: 12/01/2026 – 21:54
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Tredici mesi di squalifica al numero 1 degli arbitri

ROMA Per il mondo arbitrale non c’è pace. Alle proteste di giocatori e allenatori per l’operato sul campo dei fischietti italiani, si aggiunge il caso Zappi, perché il n.1 dell’Aia è stato squalificato per 13 mesi dal Tribunale federale nazionale per le presunte pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Sull’associazione incombe l’ombra del commissariamento, una decisione politica che spetterà alla Federcalcio attraverso il proprio consiglio, in programma il prossimo 26 gennaio. Ma prima il presidente federale, Gabriele Gravina, attenderà le motivazioni del Tfn che arriveranno entro dieci giorni dal dispositivo. Nel frattempo, la squalifica è esecutiva e così Antonio Zappi (nella foto) è impossibilitato a operare come presidente degli arbitri. Per la decadenza formale da presidente, però, nonostante l’inibizione sia superiore ai 12 mesi (peraltro aveva già accumulato in passato dieci mesi di squalifica), è necessario che il provvedimento sia definitivo e dunque passato in giudicato in secondo appello. Il primo verdetto, intanto, conferma quanto la procura, guidata da Giuseppe Chiné, aveva chiesto: ovvero 13 mesi, mentre il tribunale ha inibito per due mesi Emanuele Marchesi, componente del comitato nazionale, sul quale pendevano le stesse accuse di Zappi, ovvero le pressioni per le dimissioni di Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi per far spazio a Daniele Orsato e Stefano Braschi. “Ribadisco di aver sempre agito nell’esclusivo interesse dell’Associazione”, erano state le parole di Zappi poco prima dell’arrivo della sentenza. “Questo è un processo che mina i diritti e l’autonomia dell’Associazione, che continuerò a difendere fino alla fine”, ha aggiunto lasciando poi voce ai suoi avvocati, Sergio Santoro, Daniele Sterrantino e Matteo Sperduti. I legali nella prima ora e mezzo dell’udienza avevano presentato numerose richieste istruttorie, ma il Tfn, presieduto da Carlo Sica, ha deciso di rigettarle. Questo ha fatto sì che, una volta ripreso il processo, gli avvocati abbiano lasciato l’aula. “Abbiamo constatato l’impossibilità di svolgere una difesa effettiva”, hanno dichiarato in una nota spiegando i motivi dell’abbandono dell’aula, lamentando l’impossibilità del controesaminare le prove dell’accusa. Ora attenderanno di leggere le motivazioni del provvedimento per integrare i motivi dell’appello che Zappi perseguirà. Alla Figc, invece, come detto la valutazione su un possibile commissariamento dell’Aia. Ad oggi l’opzione più accreditata. (Ansa)

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