Da protocollo nato a Reggio Calabria a pilastro nazionale: il ddl “Liberi di scegliere” presentato a Montecitorio – FOTO
Minori e donne al centro di una legge che segna una svolta nella strategia di contrasto alle mafie

ROMA Uno strumento giuridico fondamentale per restituire la libertà a chi non ha mai avuto la possibilità di immaginare un futuro decidendo in autonomia. La proposta di legge «Liberi di scegliere» è stata presentata questa mattina a Palazzo Montecitorio, segnando un passo cruciale nel percorso istituzionale volto a offrire una via d’uscita ai giovani nati e cresciuti in contesti di criminalità organizzata. Dopo i saluti del presidente della Camera Lorenzo Fontana e del presidente del Senato Ignazio La Russa, nel corso dell’incontro si sono susseguiti gli interventi di Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, di Piero Gaeta, procuratore generale della Corte di Cassazione, della presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo e della senatrice Vincenza Rando. Presente anche l’attore Alessandro Preziosi, protagonista del film «Liberi di scegliere» in cui ha recitato nel ruolo del giudice Di Bella.

«Un precedente assoluto a livello mondiale»
Il cuore del provvedimento trae origine dalla straordinaria intuizione del giudice Roberto Di Bella, che nel periodo in cui ricoprì l’incarico di presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, comprese la necessità di intervenire per rompere la catena che unisce tragicamente il destino di tantissimi giovani a quello delle famiglie mafiose di appartenenza. Quello che era nato come un protocollo sperimentale nei tribunali, si appresta a diventare ora un vero e proprio pilastro legislativo nazionale per la tutela dei minori. «È un precedente assoluto a livello mondiale, può diventare una pietra miliare nel contrasto alla criminalità organizzata, e che colma un vuoto di tutela», ha detto l’ideatore del protocollo nel corso del suo intervento, parlando della sua esperienza a Reggio Calabria e ora a Catania. «L’auspicio – ha spiegato Di Bella – entro il 2026 è che ci sia l’approvazione definitiva». «Togliere questi minori dai contesti mafiosi è una grande sconfitta per le organizzazioni mafiose e per le famiglie mafiose, e rappresenta la vittoria dello Stato», ha detto il procuratore Gaeta che ha analizzato dal punto di vista tecnico il provvedimento.

Tutela a donne e minori garantendo sicurezza e autonomia
Un lavoro bipartisan e frutto di un lungo lavoro in Commissione Antimafia, come aveva anticipato ai nostri microfoni la senatrice Vincenza Rando, coordinatrice del Comitato Cultura della legalità e protezione dei minori e avvocato, che ha avuto tra i suoi assistiti Lea Garofalo. Tra le misure chiave ci sono sicurezza e autonomia economica. Il provvedimento consentirà infatti copertura d’identità, «reddito di libertà» e formazione, sostegno per i minori. Fondamentale nel meccanismo di protezione anche il supporto della rete sociale. Tra gli obiettivi principali c’è quello di accompagnare le donne coinvolte verso una vera autonomia. «Il coraggio non basta, serve più sicurezza», ha ribadito nel corso del suo intervento don Ciotti. «È necessario che tutte le forze politiche, quando è in gioco la vita delle persone, si uniscano. Non si può perdere tempo. Queste donne hanno bisogno di una mano». A suggellare l’importanza della legge le testimonianze video delle donne che hanno deciso di aderire al protocollo e che auspicano nell’approvazione della legge. «Questa legge ci garantirebbe un lavoro, assistenza sanitaria, di poter lavorare e avere un futuro e vivere una vita onesta». «Queste donne hanno avuto un coraggio enorme e adesso lo dobbiamo liberare», ha detto la senatrice Rando, «dobbiamo farlo con celerità per dare loro il senso della fiducia». «È un grande traguardo perché disegna la terza via della lotta alla mafia, e lo sarà ancora di più quando diventerà legge», ha spiegato in conclusione la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato