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Riforma della Giustizia, Gratteri: «Punta a colpire l’autonomia dei pm»

Il procuratore di Napoli: «In questo governo il pacchetto giustizia gestito da Forza Italia»

Pubblicato il: 21/01/2026 – 22:32
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Riforma della Giustizia, Gratteri: «Punta a colpire l’autonomia dei pm»

“Sono per il “No” al referendum perché è molto importante che il Pubblico Ministero rimanga sotto la stessa giurisdizione del giudice. Noi abbiamo seri sospetti sulla vera motivazione del referendum: ogni anno meno di trenta magistrati chiedono di diventare da giudici a Pm e da Pm a giudici. Ora, per meno di trenta magistrati dobbiamo cambiare la Costituzione?“. A dirlo è il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, ospite del podcast “Politigram'”. “Non c’è da stare tranquilli perché, anche a detta del ministro Nordio, questa Riforma costituzionale non c’entra nulla con la velocizzazione dei processi, che è il vero problema per il cittadino. – spiega Gratteri – Io non sono convinto che questa riforma sia stata una dei principali pensieri della Meloni, a me sembra che in questo governo il pacchetto giustizia sia stato gestito, e viene gestito, da Forza Italia“. “Poi penso che l’intenzione della Riforma è quella di indebolire il Pubblico Ministero, facendolo passare sotto la gestione del Ministro della Giustizia, il quale ogni settimana darà la direttiva sulle priorità, ma noi abbiamo già visto cosa vuol dire quando un Pm dipende dalla politica”, aggiunge ancora Gratteri. Che commenta anche la celebre frase di Giovanni Falcone secondo cui “per essere credibili in questo Paese bisogna essere ammazzati”. “In parte è vero – ha spiegato Gratteri – perché esiste il fattore dell’invidia, che è una brutta bestia. Scatta quando una persona diventa visibile e credibile. La credibilità si costruisce giorno dopo giorno, con sacrifici e rinunce, rinunciando al quotidiano, all’ovvio e alla libertà. A un certo punto la gente capisce che stai parlando davvero, che non sei di plastica e che ciò che dici lo pensi realmente. E’ allora che la credibilità aumenta, ma cresce anche l’invidia”. “In questo momento ho più amici in magistratura perché voto “No” al referendum. Ma negli anni passati l’Anm non mi è stata vicina. Quando io ho avuto la ‘ndrangheta contro, quando mi volevano ammazzare o volevano ammazzare i miei figli, quando ho avuto la massoneria deviata ed i centri di potere contro, l’Anm non ha mosso un dito. Ho avuto pezzi della magistratura contro però ce l’ho fatta. Sono qui, sono vivo”, ha osservato ancora Gratteri. 

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