Ddl stupri, nuova proposta: pene fino a 13 anni
Bongiorno: «Patto Meloni-Schlein rispettato»

La presidente della commissione giustizia del Senato Giulia Bongiorno (Lega) ha presentato una nuova proposta di testo unificato che prevede un’innalzamento delle pene per violenza sessuale. La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base il testo unificato predisposto dalla presidente Giulia Bongiorno (Lega) che modifica quello approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti a favore sono stati 12 (ha votato anche Bongiorno) e 10 i contrari.
Il nuovo testo
L’articolo 609-bis del codice penale viene così: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, anziché da 4 a dieci anni. “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”, recita il testo. “La pena – prosegue il testo- è della reclusione da sette a tredici anni (anziché da sei a dodici, ndr) se il fatto è commesso mediante violenza e, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa. La pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità”.
Le critiche e lo scontro
“Il patto era per mettere al centro di questa legge la volontà della donna, quindi il patto è stra-rispettato”. Lo ha detto la presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno (Lega), replicando alle opposizioni secondo cui con l’adozione a maggioranza del testo base sulla violenza sessuale si sia rotto il patto Meloni-Schlein che aveva caratterizzato il passaggio alla Camera con un voto bipartisan. “Secondo me – aggiunge Bongiorno – questo testo fa un passo avanti rispetto alla Camera perché lì tutta la parte del ‘freezing’ lì non c’era. C’è una ‘presunzione di dissenso’ ogni qualvolta la donna non dice né sì né no perché è colta di sorpresa oppure c’è una situazione in cui è paralizzata, congelata dalla paura, il freezing”. “Poi ci sono alcuni che criticano il testo dicendo ‘non mi convince che ha levato l’interrogatorio’. Ma non si parla di interrogatorio! Io ho notato una serie di critiche da parte di persone che non hanno letto o non hanno approfondito. Io dico leggete e poi valutate”.