Femminicidio di Mileto, le liti e il trasloco diventato tragedia: ancora da definire la data dei funerali
Nelle prossime ore si deciderà la data delle esequie, che potrebbe essere giovedì, dopo l’autopsia di ieri. In paese silenzio e dolore per la tragedia

VIBO VALENTIA È ancora sotto shock la comunità di Mileto mentre attende di conoscere la data dei funerali di Pasquale Calzone e Assunta Currà, la donna uccisa dall’ex marito che si è poi tolto la vita. Le esequie, il cui giorno e orario verranno stabiliti nelle prossime ore, saranno separate e potrebbero tenersi giovedì, data la tragica e violenta morte della donna: 5 colpi di pistola rivolti verso mentre lei era di spalle, più un altro sparato nei confronti di sé stesso con un’arma che l’uomo deteneva legalmente. L’ultimo litigio è avvenuto nella casa di via Giuseppe Di Vittorio in cui abitava il commercialista, poi Calzone avrebbe preso l’arma mentre la donna era indaffarata a raccogliere gli scatoloni del trasloco e fatto fuoco. Ancora da accertare se si sia trattato di un gesto scaturito solo dalla rabbia del momento. Le indagini – coordinate dalla procura di Vibo Valentia guidata dal procuratore Camillo Falvo – avanzano per cercare di ricostruire l’omicidio nel dettaglio, dall’arrivo della donna avvenuto prima delle 14 fino alla tragica scoperta di Franco Calzone, il fratello che dopo ore di silenzio si è convinto ad aprire la porta trovandosi di fronte a un bagno di sangue. È stato lui a chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine. Al vaglio degli inquirenti anche le immagini di videosorveglianza del vicinato.
Il dolore e una comunità sotto shock
Il femminicidio ha sconvolto la comunità miletese che ben conosceva la coppia: qualche litigio di troppo, ma mai nessuno poteva immaginarsi un esito simile, come sottolineato dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano che attende la data dei funerali per proclamare il lutto cittadino. Le liti però c’erano ed erano anche pesanti, tanto da convincere la donna a lasciare il paese per trasferirsi temporaneamente in Toscana. Poi la decisione di ritornare a Vibo, dove si sarebbe trasferita in un appartamento nuovo e dove avrebbe portato gli effetti personali che, il giorno della tragedia, era andata a recuperare. Intanto, da qualche giorno su via Di Vittorio è calato il silenzio: poche le parole che si trovano di fronte un femminicidio del genere e un modo per abbracciare il figlio Federico, travolto dal dolore. (ma.ru.)
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