«Contro l’erosione costiera serve meno burocrazia: troppe 18 autorizzazioni per un intervento»
Il vicepresidente della Regione Mancuso presiede il tavolo tecnico: «Coordinamento fondamentale. Confidiamo in deroghe normative per abbattere i tempi»

CATANZARO «L’obiettivo è mettere insieme tutti gli enti coinvolti in questa problematica, accorciando i tempi, avvicinando le istituzioni e favorendo un lavoro realmente sinergico, così da ridurre quelle lungaggini burocratiche che troppo spesso hanno impedito di intervenire nei tempi ordinari». Lo ha affermato il vicepresidente della Regione, con delega al governo del territorio, Filippo Mancuso, che questa mattina in Cittadella ha presieduto il tavolo tecnico regionale sul tema dell’erosione costiera diventato di stringente attualità dopo l’ultima eccezionale ondata di maltempo che ha flagellato la Calabria: al tavolo, con Mancuso, tra gli altri, i dirigenti regionali Francesco Tarsia (Infrastrutture), Salvatore Siviglia (Ambente) e Domenico Costarella (Protezione civile).
Il punto della situazione
«Oggi – ha proseguito Mancuso – esiste un settore specificamente preposto a queste tematiche: il presidente Occhiuto, con lungimiranza, ha istituito, nell’ambito della riorganizzazione regionale, un dipartimento che si occupa di difesa del suolo e di erosione costiera. L’intento è quello di organizzarci al meglio per dare risposte concrete al territorio nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda gli ultimi danni provocati dal ciclone, siamo attualmente nella fase di censimento. È attiva una piattaforma sulla quale tutte le amministrazioni stanno registrando le segnalazioni per la rilevazione dei danni; successivamente ci sarà una fase di controllo da parte nostra, per verificare che quanto censito corrisponda al vero. Anche i privati – ha evidenziato il vicepresidente della Regione – stanno procedendo con le segnalazioni: l’auspicio è quello di riuscire a dare risposte rapide, soprattutto ai balneari che si preparano alla nuova stagione. È previsto un primo contributo, dopodiché valuteremo come intervenire ulteriormente. C’è comunque un’organizzazione complessiva che si sta muovendo con l’obiettivo di agire in fretta e rispondere alle esigenze del territorio».

«Coordinamento fondamentale»
«La riunione di questa mattina – ha ulteriormente specificato Mancuso – è stata propedeutica a un’azione sistemica sulla difesa dall’erosione costiera. Sono coinvolti diversi soggetti: le Ferrovie, che devono tutelare la linea ferroviaria; l’Anas, chiamata a difendere infrastrutture strategiche come la Statale 106 e la Statale 18. In passato sulla Statale 18 la Regione è intervenuta con lavori per circa 4 milioni di euro, anche su tratti che magari potevano essere di competenza dell’Anas. Proprio per questo è fondamentale coordinarci, evitare duplicazioni e trovare la giusta sinergia per rispondere in modo efficace alle richieste del territorio».
Il piano normativo
«Sul piano normativo – ha quindi aggiunto Mancuso – la difesa del suolo è regolata da numerose leggi statali, soprattutto in ambito ambientale, dalle quali non si può derogare tanto facilmente. Lo ha detto chiaramente anche il presidente Occhiuto nelle sue ultime dichiarazioni alla stampa: oggi sono ben 18 gli organismi chiamati a rilasciare autorizzazioni per gli interventi, penso siano troppi. Abbiamo chiesto deroghe in caso di emergenza e confidiamo che possano essere concesse; auspichiamo inoltre un riordino legislativo che consenta di ridurre i tempi. Tuttavia, la tutela dell’ambiente è una priorità globale e intervenire su questi equilibri non è mai semplice».
L’esito del tavolo
«Piena disponibilità ad agire in modo sinergico e collaborativo, nella consapevolezza che il tema dell’adeguamento dei territori alla difesa delle coste e del suolo rappresenta una priorità strategica che la Calabria non può permettersi di perdere»: con queste parole Mancuso ha commentato l’esito del tavolo tecnico per il coordinamento interventi rivolti alla mitigazione dell’erosione costiera in Calabria. «Sono stati affrontati – ha spiegato il vicepresidente Mancuso – anche aspetti di natura pratica e operativa, come la possibilità di consentire l’accesso dei gestori degli stabilimenti balneari alle spiagge con mezzi meccanici, superando le criticità esistenti, in raccordo con la Capitaneria di Porto». Il Tavolo tecnico, coordinato dal dipartimento regionale Governo del territorio e difesa del suolo, vede la partecipazione di Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, Capitaneria di Porto-Direzione Marittima di Reggio Calabria, Provveditorato alle Opere Marittime, Soprintendenze territorialmente competenti, Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Direzione regionale dei Musei nazionali, Arpacal, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Anas e Rfi. «Tutti i soggetti coinvolti – ha evidenziato il Vicepresidente – hanno confermato la disponibilità per un aggiornamento, in tempi brevi, del tavolo tecnico sia per la gestione dell’attuale fase emergenziale, attraverso l’attuazione dell’ordinanza di Protezione civile, sia per mettere a regime interventi strutturali capaci di incidere in modo duraturo sull’assetto del territorio e rafforzare la capacità di mitigazione del rischio di erosione lungo le coste calabresi. Il tavolo – ha concluso il vicepresidente Mancuso – proseguirà sia con riunioni tematiche, quindi con parte di questi enti, sia con, magari successivamente, tutti gli interlocutori coinvolti». La partecipazione allo stesso potrà essere ampliata ad ulteriori soggetti a seconda delle necessità e dello sviluppo degli argomenti. «L’obiettivo condiviso – ha dichiarato, a conclusione dei lavori, il direttore generale del Dipartimento Governo del territorio e difesa del suolo, Francesco Tarsia – è quello di operare in modo sinergico e coordinato, ciascuno per le proprie competenze, in particolare sotto il profilo autorizzativo, affinché le opere possano essere realizzate nei tempi stringenti stabiliti. Questo coordinamento – ha concluso Tarsia – è fondamentale non solo per garantire l’efficienza dell’azione amministrativa in condizioni ordinarie, ma anche e soprattutto in questo momento emergenziale perché c’è da gestire un’ordinanza che detta e definisce tempi ristrettissimi». (a. c.)
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