Catanzaro “vede” il voto. Tutti gli attori del centrodestra sul palcoscenico di Palazzo De Nobili
Cosa si muove nello schieramento in vista di elezioni sempre più possibili. Mancuso “super-favorito” per la candidatura a sindaco. Le velleità di Abramo. E Fratelli d’Italia resta “vigile”

CATANZARO Reggio Calabria e Crotone, e magari anche Catanzaro… L’accelerazione verso la sempre più possibile caduta anticipata dell’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita irrompe sulla scena politica calabrese rischiando di scompaginare tutti gli assetti. La concretissima eventualità di andare al voto a maggio-giugno anche a Catanzaro apre infatti scenari finora abbastanza inediti, soprattutto nel campo del centrodestra, preso un po’ alla sprovvista dalla decisione dei consiglieri comunali espressione della coalizione di staccare la spina all’attuale consiliatura. Il segnale è arrivato, comunque, se è vero che i leader territoriali dello schieramento come la coordinatrice di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno, e l’ormai ex commissario della Lega Calabria Filippo Mancuso, vicepresidente della Regione, insieme a Forza Italia hanno avviato la riflessione riportando la vicenda, nata in Consiglio comunale, all’interno e sotto il “controllo” dei partiti. E’ chiaro infatti che le sempre più possibili elezioni anticipate per il Comune di Catanzaro sono adesso anch’esse in prima vista sul tavolo regionale e nazionale del centrodestra. Del resto, opportunamente, lo stesso Mancuso – parlando con il Corriere della Calabria – l’ha richiesto e quasi rivendicato, per diverse (e comprensibili ragioni), dicendo che il futuro di Catanzaro non è tema da lasciare all’improvvisazione. La situazione infatti è parecchio complessa, perché in gioco ci sono comunque gli interessi (superiori) di una città: la domanda che campeggia in tanti ambienti, d’altronde, è cosa succederà al Comune nel caso di voto anticipato per quanto riguarda importanti finanziamenti in atto in in arrivo per il capoluogo, dai fondi Pnrr ad Agenda Urbana, dal porto allo stadio (occhio soprattutto a quest’ultimo punto…).

Il palcoscenico del centrodestra
Domanda legittima e anche per questo nel centrodestra ci si muove comunque con grande cautela, con i big che si guardano allo specchio anche se un dato politico non è sfuggito ai più: al momento la coalizione è unita, come dimostrerebbe la firma collettiva dei consiglieri dimissionari di “area”. Certo, se davvero arriveranno le 17 firme per mandare a casa Fiorita la priorità sarà scegliere il candidato sindaco. Il ragionamento di tanti analisti è semplice, sulla base di una (peraltro presunta) distribuzione delle caselle: considerando che Reggio e Crotone spetterebbero a Forza Italia, Catanzaro – sarebbe questo il ragionamento – dovrebbe andare a un altro partito, Lega in primis. Lo si può anche dare per buono. Del resto non è un più un mistero che per la candidatura a sindaco il profilo più “forte” sia quello dello stesso Mancuso, super-favorito e non da adesso (ieri tra l’altro – riferiscono fonti accreditate – Mancuso avrebbe avuto un’interlocuzione con il segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro). E forse anche per questo Mancuso ha prima lanciato il messaggio di cui sopra, sollecitando il tavolo extra Catanzaro con l’obiettivo di evitare soluzioni rabberciate, e poi ha deciso di dimettersi da commissario della Lega, proprio per avere mani più “libere” nella candidatura a sindaco. Una mossa che secondo diversi analisti punterebbe anche a “neutralizzare” altri movimenti che si avvertono nel “calderone” del centrodestra catanzarese e calabrese, come quello – evocato nelle scorse settimane dal Corriere della Calabria – di Sergio Abramo, che starebbe (ri)cullando l’idea di ricandidarsi per la quinta volta alla guida di Palazzo De Nobili (idea gradita alla segreteria provinciale di Forza Italia guidata dal consigliere regionale Marco Polimeni). E Fratelli d’Italia della Ferro? La leader meloniana è data comunque molto attiva e vigile (la nota sull’unità della coalizione nel firmare la sfiducia a Fiorita sarebbe “farina del suo sacco”, e poi si parla sempre del primo partito in Italia), e importanti frecce nel proprio arco anche Fratelli d’Italia ne ha da lanciare sul tavolo delle trattative per la candidatura a sindaco (qualche nome al centro dei boatos: il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, il presidente della Commissione Bilancio della Regione Filippo Pietropaolo, il già vicesindaco e già consigliere regionale Baldo Esposito). Insomma nel centrodestra c’è tanta carne al fuoco, alimentata anche dall’interrogativo che corre nei corridoi della politica cittadina: cosa faranno e come si muoveranno gli “eterni” Mimmo Tallini e Piero Aiello, che non hanno i numeri e il seguito di una volta ma hanno il “fiuto” e la capacità di indirizzare buone fette di elettorato (anche in altre direzioni…). In conclusione, sono già “grandi manovre” a Catanzaro, con vista primavera-inizi estate, e con vista anche su tante altre cose: la “partita” capoluogo intreccerà inevitabilmente anche gli assetti della Regione. Se poi si voterà nel 2027, allora sarà un’altra storia. (a. cant.)
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