Traffico di droga, 12 arresti tra Italia e Spagna
Marijuana e hashish venduta nella Sicilia orientale

Due ordinanze di cautelari sono state eseguite, in Italia e in Spagna, nei confronti di 12 indagati nell’ambito di un’operazione antidroga transazionale, denominata ‘Barcellona express-Farfalla’, da finanzieri del comando provinciale di Catania e dello Scico e da agenti dell’Unidad de droga y crimen organizado della direcciòn ceneral de la Policìa che hanno sequestrato beni per un milione di euro.
I reati ipotizzati sono, a vario titolo, associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale organizzato di sostanze stupefacenti, con l’aggravante per il promotore della disponibilità di armi, detenzione e spaccio di droga e riciclaggio. In Italia sei persone sono state poste ai domiciliari, in Spagna, dopo gli arresti, per due indagati è stata confermata la custodia in carcere mentre per gli altri quattro è stato disposto il divieto di espatrio unito e l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Al centro dell’inchiesta un traffico di marijuana e hashish dalla Spagna alla Sicilia orientale, dove la droga sarebbe stata poi venduta, gestito e promosso da un 46enne catanese che da anni vive a Barcellona. Durante l’esecuzione delle ordinanze militari sono state eseguite perquisizioni in provincia di Catania e di Barcellona che hanno portato al sequestro di 1.670 piante di cannabis, di tre piantagioni “indoor” di sostanza stupefacente e di oltre 40.000 euro di denaro contante.
Nel corso delle indagini sono state eseguiti diversi interventi che hanno portato all’arresto in flagranza di reato di 13 persone, dieci in Italia e tre in Spagna, per spaccio di sostanze stupefacenti e al sequestro di oltre 900 chilogrammi di droga, tra hashish e marijuana, di una piantagione di canapa indiana a Mascali (Catania) e di due fucili e di altrettante pistole. Le indagini sono state coordinate dalla procura distrettuale di Catania e dall’autorità giudiziaria spagnola con il coordinamento di Eurojust, la Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo di Roma col supporto di Europol e della Direzione centrale servizi antidroga.
La droga nel porto di Civitavecchia
L’accusa contesta al gruppo un ulteriore carico di 273 kg di marijuana e hashish sequestrato nel porto di Civitavecchia dalla Guardia di finanza e una partita di 60 kg della stessa droga arrivata nella provincia di Catania. Le indagini hanno fatto luce anche sul metodo di trasporto della sostanza stupefacente che, dalla Spagna in Italia, viaggiava su “gomma” nascosta in bancali di frutta e verdura caricati su autocarri diretti a Catania dopo la tratta di mare Barcellona-Civitavecchia. Successivamente, le partite di droga sarebbero state occultate all’interno di grossi sacchi di mangime per animali domestici attraverso un complicato sistema di apertura e richiusura a caldo delle sacche, in modo da rendere difficoltosa l’individuazione della droga in caso di controlli. Recentemente il gruppo avrebbe diversificato ulteriormente il trasporto verso l’Italia, utilizzando anche rotte marittime.
A capo del gruppo ci sarebbe un catanese di 46 anni che avrebbe gestito sia la produzione in proprio di marijuana all’interno di immobili nella sua disponibilità che l’approvvigionamento dello stupefacente da altri fornitori. L’uomo è stato catturato a Catania dove si era recato clandestinamente perché dopo esser stato arrestato in flagranza di reato per droga in Spagna era stato sottoposto al divieto di espatrio. Un ruolo attivo avrebbe svolto anche la sua compagna, anche lei catanese. Ai due è contestato anche il reato di riciclaggio di denaro. Del gruppo avrebbero fatto parte altri tre catanesi, due fratelli di 54 e 53 anni, e un 48enne che avrebbero trasportato denaro dall’Italia in Spagna e aiutato anche nella gestione delle piantagioni indoor di stupefacente. Uno di loro, assieme a un 35enne etneo, si sarebbe occupato anche della ‘cassa comune’ per pagare i compensi agli appartenenti al sodalizio criminale. L’indagine ha inoltre consentito di individuare alcuni “fiancheggiatori” per la gestione delle piantagioni, per la logistica e per il trasporto del narcotico dalla Spagna all’Italia, tra loro quattro spagnoli. Mentre un altro 50enne catanese, pur non inserito organicamente nell’associazione, si sarebbe adoperato in talune occasioni per la gestione del trasporto di ingenti partite di droga attraverso una società a lui riconducibile, attiva nel commercio internazionale di generi alimentari.