Catanzaro, torna il “tormentone” del nuovo ospedale. E il rischio di un (inutile) “spot” elettorale
Il sindaco Fiorita e il centrosinistra pensano di rilanciare un tema che però divide, anche il centrodestra, e che potrebbe essere il solito “buco nell’acqua”

CATANZARO La “partita” è di quelle grosse, sul piano politico, non solo per il capoluogo ma per tutta la Calabria, e anche sul piano economico, perché qui si parla di un investimento pari ad almeno 350 milioni. Quello della costruzione del nuovo ospedale di Catanzaro sarà sicuramente uno dei temi caldi della fase che porterà la città al voto nel 2027, anche alla luce dell’impegno che il sindaco Nicola Fiorita e il centrosinistra avrebbero assunto ieri nel primo confronto dopo lo scampato pericolo del ritorno anticipato alle urne. Solo che francamente ci sono tutti i segnali che si tratti di un tema che viene agitato come una “bandierina” elettorale, pronta per essere sventolata da una parte (centrosinistra) e dall’altra (centrodestra) secondo le rispettive convenienze, una sensazione che nasce dalla cronistoria degli ultimi anni. Il punto chiave è quello della localizzazione del nuovo ospedale ed è un punto sul quale la politica catanzarese tutta, e il Consiglio comunale come sua diretta espressione, ha finora dimostrato la propria incongruenza, non riuscendo a trovare mai una soluzione. Una spaccatura a metà, che attraversa trasversalmente gli schieramenti: una parte del centrosinistra e del centrodestra propendono per un’area adiacente all’attuale ospedale Pugliese, un’altra parte del centrosinistra e del centrodestra invece propendono per l’area di Germaneto (lì dove già insiste il Policlinico Mater Domini). In sintesi: si coltivano tanti piccoli “orticelli”. E dunque il rischio di un altro “buco” nell’acqua e di un dibattito puramente “spot”, portato avanti a suon di reciproche accuse, è molto alto.

La posizione di Occhiuto
Anche perché le lancette corrono e con l’inutile passare del tempo il “messaggio” del governatore e commissario della sanità calabrese Roberto Occhiuto di qualche tempo fa – «Non dò tempi al Comune ma non si perda l’occasione dei poteri speciali» – potrebbe trasformarsi in una “minaccia”. Nel senso che se il Consiglio comunale non decide dove fare il nuovo ospedale a decidere sarà Occhiuto (che non fa mistero di prediligere la soluzione Germaneto). Si ricorda qui che a giugno scorso un Consiglio comunale ad hoc proprio sulla localizzazione del nuovo ospedale si concluse con un clamoroso flop (seduta saltata per mancanza del numero legale, a causa della spaccatura nella maggioranza, che coprì le divergenze, serie, esistenti anche nell’opposizione), e sul piano formale quella seduta dovrebbe essere riconvocata. Ora Fiorita e il centrosinistra dicono di voler rilanciare la sfida ma l’impressione è che alla fine potrebbe non farsene nulla, mentre diversi analisti sostengono che sarebbe più auspicabile una interlocuzione diretta tra Fiorita e Occhiuto in modo da neutralizzare l’indecisionismo del Consiglio comunale. Perché – francamente – è davvero arduo pensare che un Consiglio comunale finora incapace persino di discutere del tema del nuovo ospedale abbia uno scatto in avanti. (a. c.)
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