Interdittiva antimafia sospesa, controllo giudiziario per la Spurgojet. «Pericolo di infiltrazione solo occasionale»
Sospeso il provvedimento della Prefettura di Vibo. Per i giudici il rischio non è cronico e l’attività prosegue per un anno con il monitoraggio di un amministratore

CATANZARO Il Tribunale di Catanzaro (Sezione Misure di Prevenzione) ha accolto la richiesta di ammissione al controllo giudiziario per la Spurgojet srls, società con sede nella zona industriale di Vibo Valentia attiva nel settore degli spurghi e della gestione rifiuti, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Marianna Zampogna. Si tratta di un provvedimento che, di fatto, sospende gli effetti dell’interdittiva antimafia che aveva colpito l’azienda lo scorso 26 agosto 2025.
Il rischio “occasionale”
Già perché secondo il collegio presieduto da Chiara Ierardo (giudice estensore Stefano Bortone), gli elementi che avevano portato la Prefettura di Vibo a emettere l’interdittiva, basati sui legami di parentela del titolare e su alcune frequentazioni con soggetti ritenuti vicini alle cosche di ‘ndrangheta locali, «non delineano un quadro di contiguità stabile o cronica con la criminalità organizzata». Per i giudici, inoltre, il pericolo di infiltrazione è di «grado ridotto e modesto, configurabile come un’agevolazione solo occasionale».
La misura
Così come disposto dunque, la Spurgojet potrà continuare a operare regolarmente, mantenendo i contratti con la Pubblica Amministrazione e le iscrizioni necessarie (come la White List), ma sotto lo stretto monitoraggio dello Stato. Il Tribunale ha nominato come amministratore giudiziario Fabio Massimo Canzoniere, che avrà il compito di vigilare sulla gestione aziendale. L’impresa è tenuta a rispettare rigidi protocolli: comunicazione obbligatoria di ogni operazione d’acquisto o pagamento superiore ai 5.000 euro, rendicontazione periodica dei flussi finanziari e monitoraggio costante di eventuali tentativi di condizionamento esterno. L’obiettivo della misura è proprio quello di “bonificare” l’azienda, permettendole di operare nella legalità e salvaguardando i livelli occupazionali. (Gi.Cu.)
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