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Le ragioni del Sì

Giustizia, Lupi da Lamezia spinge il Sì: «La riforma non è di destra né di sinistra»

Galati rilancia: «Non si tocca l’indipendenza della magistratura, si riforma un sistema a difesa dei cittadini»

Pubblicato il: 18/03/2026 – 19:58
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Giustizia, Lupi da Lamezia spinge il Sì: «La riforma non è di destra né di sinistra»

LAMEZIA TERME «Questa non è una riforma né di destra né di sinistra, ma una riforma di buonsenso». Lo ha detto il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, intervenendo a Lamezia Terme all’iniziativa “Le ragioni del Sì”, organizzata in vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. All’appuntamento, ospitato nel Chiostro di San Domenico, hanno preso parte anche, tra gli altri, Renata Polverini, Gaetano Scalise, Federico Moleti, il sindaco di Lamezia Terme Mario Murone e Giuseppe Galati. Ad intervenire anche gli avvocati Renzo Andricciola, Presidente della Camera Penale di Lamezia Terme; Salvatore Cerra, Camera Penale di Lamezia Terme; Roberto Le Pera, Presidente della Camera Penale di Cosenza; Gaetano Scalise, Presidente del Comitato nazionale del SÌ Noi Moderati–MAIE e Federico Moleti, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi.

Lupi: «Un intervento atteso da anni»

Nel suo intervento, Lupi ha insistito soprattutto su un punto: il cittadino, quando viene giudicato «in nome del popolo italiano, ha bisogno di sapere che il magistrato chiamato a decidere sia realmente terzo, cioè non vicino né al pubblico ministero né alla difesa». È questo, secondo l’esponente di Noi Moderati, il senso più profondo della riforma, «rafforzare la terzietà del giudice e, con essa, la fiducia dei cittadini nella giustizia». Lupi ha poi definito la riforma come «un intervento atteso da anni, sostenendo che sui suoi principi vi sia stata storicamente una convergenza ampia, dal centrosinistra al centrodestra». A suo giudizio, il cambiamento proposto servirebbe a restituire al sistema giudiziario «efficienza, efficacia, giustizia e trasparenza», in una fase in cui, ha osservato, queste caratteristiche sono particolarmente necessarie. Il leader di Noi Moderati ha anche cercato di sottrarre il referendum alla contrapposizione politica tra governo e opposizione. «Non si vota contro il governo o a favore del governo», è il ragionamento espresso nel corso dell’incontro, ma per modificare la Costituzione su un tema ritenuto decisivo come quello della giustizia. Da qui l’appello alla partecipazione, con l’invito agli italiani a recarsi alle urne in occasione di quello che ha definito «il più alto momento di democrazia diretta».
Sulla stessa linea si è collocato anche Gaetano Scalise, che ha accusato i sostenitori del No di avere «confuso le acque» attorno al contenuto della riforma. Secondo Scalise, se ci si attiene al merito del testo, il voto favorevole sarebbe coerente con un principio costituzionale già presente nell’ordinamento, quello sancito dall’articolo 111 della Costituzione, relativo al giusto processo e alla terzietà del giudice. Per Scalise, la riforma interviene proprio in questa direzione: separare nettamente i ruoli, facendo sì che il pubblico ministero svolga il proprio compito di accusa e che il giudice sia percepito come davvero terzo e indipendente. Un passaggio che, a suo dire, rappresenterebbe «un passo avanti per tutti i cittadini», proprio perché rafforzerebbe la garanzia di imparzialità nel giudizio.

Galati: «Si riforma un sistema a difesa dei cittadini»

Giuseppe Galati, infine, ha sostenuto che «questa riforma introduce un principio presente in tutti i grandi Paesi europei e in molte democrazie di antica tradizione, dal Regno Unito alla Germania, dalla Spagna al Canada e al Giappone, dove la separazione è un principio di terzietà, nel quale il giudice bilancia accusa e difesa». Quindi ha aggiunto: «Ci pare strano che il sistema attuale rimanga invece in Paesi come Iran, Russia, Nigeria, Venezuela e Bolivia: già questa differenza dovrebbe far capire che non si tocca l’indipendenza della magistratura, ma si riforma un sistema a difesa dei cittadini e anche dell’indipendenza della magistratura». (redazione@corrierecal.it)

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