Catturato in Messico Daniel Tomassetti, presunto killer del calabrese Angelo Musitano in Canada
Ricercato da anni per uno dei più gravi fatti di sangue avvenuti in Ontario e coinvolto nell’inchiesta che ha unificato anche l’omicidio di Mila Barberi e il tentato omicidio di Saverio Serrano

LAMEZIA TERME Ci sono voluti anni di indagini, mandati di cattura e ricerche oltre confine, ma alla fine Daniel Tomassetti è stato individuato e arrestato. Un nome tutt’altro che secondario, legato a una delle vicende criminali più rilevanti degli ultimi anni in Canada, sullo sfondo di un contesto in cui affiorano anche i riflessi della ’ndrangheta calabrese. Ma non solo.
Secondo quanto riportano i media canadesi, Daniel Tomassetti sarebbe stato arrestato addirittura nell’agosto dello scorso anno, anche se la notizia è emersa pubblicamente soltanto in questi giorni. Le autorità canadesi avrebbero confermato che l’uomo è detenuto e che nei suoi confronti è stato avviato il procedimento di estradizione verso il Canada, estradizione che lo stesso Tomassetti starebbe contestando. Tomassetti, secondo fonti locali, era sotto sorveglianza della polizia in seguito alla sparatoria del 2017, ma nel gennaio 2018 era riuscito a fuggire in Messico dove era noto per avere legami. L’uomo avrebbe eluso la sorveglianza lasciando il telefono a casa mentre prendeva un passaggio per l’aeroporto.
Le ricerche di Tomassetti


Il brutale omicidio fuori casa
Ma per capire il peso dell’arresto bisogna tornare indietro di quasi nove anni, al maggio del 2017. Siamo a Hamilton, in Ontario. È qui che viene assassinato Angelo Musitano, ucciso nel suo pick-up mentre era appena rientrato nel vialetto di casa, a Waterdown. Dentro l’abitazione ci sono la moglie e i figli. Musitano non è un cognome qualunque: il 39enne in Canada veniva descritto come un mobster, legato a una famiglia di origine calabrese attiva negli ambienti della criminalità organizzata di Hamilton, in un contesto dove le matrici mafiose, ‘ndrangheta e Cosa nostra, risultano spesso intrecciate.
E l’omicidio di figure di questo livello non è mai soltanto un delitto: spesso è il segnale di un equilibrio che salta, l’inizio di una spirale che può trascinare dentro nuove vendette e nuove guerre di mafia.


La scena dell’agguato fu immortalata dalle telecamere di videosorveglianza dell’abitazione. Un uomo con il volto coperto e vestito di scuro si avvicina allo sportello lato guida del Ford pick-up bianco di Musitano, impugna l’arma e spara, prima di allontanarsi rapidamente. Un’esecuzione brutale, che già allora consegnò agli investigatori il sospetto di un delitto maturato dentro un contesto di criminalità organizzata. Il nome di Tomassetti emerge presto in questo scenario. Nel settembre 2018 le autorità di Hamilton annunciano l’emissione di mandati di arresto canadesi nei suoi confronti, indicandolo come uno dei tre uomini direttamente coinvolti nel caso. Già allora, secondo la polizia, lui e Michael Cudmore si sarebbero rifugiati in Messico. Il primo fu poi trovato morto nel 2020.

9 anni di indagini
Tomassetti compare da anni nel fascicolo della Project SCOPA, la maxi inchiesta che ha messo insieme due dei più gravi fatti di sangue di quella stagione: l’omicidio di Angelo Musitano e quello di Mila Barberi, giovane donna uccisa in un parcheggio una settimana dopo il suo ventottesimo compleanno, mentre stava andando a prendere dal lavoro il fidanzato, Saverio Serrano. Secondo le autorità canadesi, i due omicidi e il tentato omicidio dello stesso Serrano rientravano nel medesimo scenario criminale. Un quadro pesantissimo, che la polizia di Hamilton ha più volte ricondotto a una più ampia faida tra gruppi di criminalità organizzata nell’area della Greater Toronto and Hamilton Area, da tempo crocevia di interessi mafiosi, affari e regolamenti di conti. (/continua)
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