Niente nulla osta per il “Marulla” al Cosenza calcio: il Consiglio comunale vota no – LA RISOLUZIONE
Accolta la linea dura richiesta dalla piazza. Ma l’aula si spacca sulla fiducia e si esprime su atti distinti nonostante i contenuti sovrapponibili

COSENZA Politicamente divisi, ma dopotutto uniti. Che detta così sembrerebbe un ossimoro, un paradosso, è un po’ il Consiglio comunale aperto di oggi a Cosenza, durato circa quattro ore, lo è stato davvero. Maggioranza e opposizione uniti nel punto di arrivo – il diniego del nulla osta per l’utilizzo dello stadio nella prossima stagione al Cosenza calcio (ovviamente se ci saranno le condizioni tecniche e legali) – ma divisi, profondamente, nel percorso e soprattutto nella fiducia reciproca. E così, alla fine, due documenti quasi gemelli si sono guardati in cagnesco e si sono votati contro.
L’aula consiliare, piena come raramente accade, raccontava già tutto prima ancora delle parole. Tifosi in attesa, tensione palpabile, qualche sguardo scettico e molti applausi pronti a esplodere. Il calcio, a Cosenza, non è solo calcio: è una questione sociale, identitaria, quasi domestica. E quando si rompe il giocattolo, il rumore arriva fin dentro il palazzo.
Il Consiglio comunale aperto
Si parte in ritardo rispetto all’orario stabilito, oltre un’ora, come nelle migliori tradizioni. Poi il racconto, lungo e documentato, di Giuseppe D’Ippolito (opposizione), che aveva richiesto il Consiglio comunale aperto: «dalle carte in nostro possesso emerge una serie infinita di contenziosi, oltre due milioni di euro in discussione da pare del Cosenza calcio». E una stoccata che strappa più di un sorriso amaro: «fa ridere che proprio questo club (proprietario di Ecologia Oggi, ndr) non paghi la spazzatura».
Ma è quando parla la città – o almeno la sua parte più viscerale – che il Consiglio cambia tono. Pietro Garritano, Curva Nord, non usa giri di parole: «emergenza sociale… situazione insostenibile… dobbiamo liberare questa città». E ancora: «non ci interessano più i vostri calcoli politici, trovate il sistema». L’applauso è lungo, quasi liberatorio. Gli fa eco Dino Grazioso, più disincantato ma incisivo allo stesso modo: «avete illuso la città, da questo Consiglio non uscirà nulla». Gianluca, esponente della Curva Sud, sintetizza la richiesta: «negare la concessione e il nulla osta dello stadio». Lineare, quasi brutale.
Poi le parole diventano ancora più pesanti. Antonio Domma, storico tifoso rossoblù, parla di «suicidio sportivo» e chiede alla giunta: «state dalla parte del tiranno o dei cittadini?». Giuseppe Giorno allarga il campo: «un’intera provincia spinge in un’unica direzione… toglietegli (al presidente Eugenio Guarascio, ndr) lo stadio».Quando tocca ai consiglieri, il registro cambia ma non troppo. Francesco Graziadio, capogruppo de Pd, la mette soprattutto sul piano emotivo e invoca l’unità: «questa giornata è una sconfitta, dovremmo parlare della poesia del Cosenza calcio, invece parliamo di debiti, inadempienze e mancanze di rispetto di questa società». E affonda: «questa persona (sempre Guarascio, a cui saranno fischiate le orecchie più di quanto non accada da una decina d’anni a questa parte, ndr) deve andare via». Dall’opposizione, Francesco Caruso è più politico ma non meno duro: «se siamo qui è perché questa istituzione non ha saputo risolvere il problema, nessun atto politico è stato portato in Consiglio». E rilancia sulla revoca del nulla osta dello stadio.
Il tema delle inadempienze torna come un ritornello. Giuseppe Ciacco parla di «gestione arrogante e mancanza di rispetto verso la città da parte della proprietà rossoblù». Antonello Costanzo, che si definisce tifoso e amministratore, invoca la revoca: «una convenzione dello stadio che va revocata». E chiude con uno slogan da curva: «meglio liberi all’inferno che schiavi in paradiso».
Bianca Rende prova a cucire: «dobbiamo arrivare a una soluzione unitaria, negare il nulla osta per la prossima stagione». È il momento in cui, almeno sulla carta, maggioranza e opposizione sembrano avvicinarsi. Gianfranco Tinto parla di «grido di dolore», Francesco Luberto taglia corto: «il tecnicismo è finito, si vada a fondo in un’unica direzione».
Poi arriva il momento del sindaco Franz Caruso, e l’aula si raddrizza sulla sedia. «Non ho mai avuto tentennamenti, sono con i tifosi». Respinge le accuse di favoritismi e doppiogiochismo e rivendica la linea: «piena ostilità verso Guarascio». Quando legge la risoluzione della maggioranza – con dentro anche il diniego del nulla osta – parte l’applauso, spontaneo, quasi catartico. Per un attimo sembra fatta. Unità, documento condiviso, fotografia per i titoli del giorno dopo. Ma la politica, si sa, ha le sue liturgie e anche le sue diffidenze. Francesco Caruso (opposizione) puntualizza subito: «nel documento della maggioranza che circolava prima del Consiglio di oggi sulle chat, il nulla osta sull’utilizzo dello stadio per la prossima stagione non c’era… ma siamo contenti che sia stato recepito». Sembra un’apertura. Non lo è del tutto.
Il presidente del Consiglio Mazzuca ricorda che «il diniego è competenza del sindaco». Si sospende, cinque minuti di pausa, si prova a lavorare su un testo unitario. Ma alla fine i documenti restano due. Più o meno uguali nei contenuti, di certo nella sostanza, ma diversi nella firma. E soprattutto nella fiducia. «Per un motivo di credibilità», spiega il Caruso (non il primo cittadino) soprattutto alla platea che fatica a comprendere. «Non vi crediamo» (rivolgendosi stavolta alla maggioranza e al sindaco) «perché non si è intervenuti prima?». D’Ippolito rincara: «non ci fidiamo di voi, da un anno e mezzo non avete fatto niente». Graziadio prova a chiudere con una nota quasi conciliante: «l’importante è che tutti vogliamo che questo signore (sempre lui, ndr) vada via». Altro applauso. E allora il finale, con voto dei consiglieri, è quello che è: mozione dell’opposizione bocciata, risoluzione della maggioranza approvata. Stesso obiettivo, strade parallele. Come due binari che corrono vicini senza incontrarsi mai. Scatta l’ennesimo applauso dei tifosi, parte anche un coro da stadio nei confronti di Eugenio Guarascio e dell’amministratore unico Rita Rachele Scalise. Le parole si possono immaginare. Ciò che conta per tutti alla fine è che la politica ha trovato una sintesi, seppure divisa. Che a pensarci bene, a Cosenza, oggi, è già qualcosa. (f.veltri@corrierecal.it)


La risoluzione approvata
Ai sensi dell’art. 29 del Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari.
Oggetto: Atto di indirizzo in ordine al rapporto concessorio tra il Comune di Cosenza e la Società Cosenza Calcio s.r.l. relativo allo Stadio comunale “San Vito – G. Marulla” – Richiesta di pagamento dei canoni concessori relativi alle annualità 2023 e seguenti e avvio, sussistendone i presupposti, del procedimento di risoluzione per inadempimento e/o revoca della convenzione.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che:
- con deliberazione del Consiglio comunale n. 34 del 28 luglio 2023 è stato approvato l’affidamento in concessione dell’impianto sportivo Stadio “San Vito – G. Marulla” alla Società Cosenza Calcio s.r.l., con approvazione del relativo schema di convenzione;
- in data 10 agosto 2023 è stata sottoscritta la convenzione per l’affidamento in concessione dell’impianto sportivo Stadio “San Vito – G. Marulla” e sue pertinenze alla Società Cosenza Calcio s.r.l.;
- l’art. 6 della convenzione stabilisce che la Società debba corrispondere al Comune di Cosenza il canone mensile di euro 7.500,00, per un importo annuo complessivo di euro 90.000,00, da versarsi in rate trimestrali posticipate;
- l’art. 9 della convenzione disciplina i casi e i limiti entro i quali possono essere riconosciuti, previa verifica e nei casi previsti, interventi di manutenzione straordinaria eseguiti dalla Società in sostituzione del Comune, prevedendo il rimborso o lo scomputo solo nei limiti dell’importo del canone annuale, ovvero fino a euro 450.000,00 per l’intera durata del rapporto, salvo espressa autorizzazione;
- il medesimo art. 9 prevede inoltre che gli eventuali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria eseguiti dalla Società attraverso finanziamenti pubblici esterni debbano essere comunque comunicati e previamente autorizzati dal Comune e che le opere restino acquisite al patrimonio comunale senza diritto a rivalsa;
- l’art. 19 della convenzione stabilisce che il Comune potrà ritenere risolta di diritto la convenzione per inadempimento, tra l’altro, quando la Società non provveda ai versamenti dei canoni previsti entro sessanta giorni dalla ricezione di apposita diffida scritta da parte del Comune o non fornisca entro il medesimo termine idonea e organica documentazione giustificativa; lo stesso articolo prevede altresì la facoltà del Comune di revocare la concessione, con semplice comunicazione scritta, per motivi di pubblico interesse;
Premesso altresì che:
- con determinazione dirigenziale n. 2252/2023 sono stati autorizzati i lavori di manutenzione straordinaria per la riammissione in esercizio della Tribuna B dello stadio, per l’importo complessivo di euro 268.470,43, ed è stato disposto lo scomputo del canone annuale secondo il seguente prospetto: euro 90.000,00 sull’esercizio 2023, euro 90.000,00 sull’esercizio 2024 ed euro 88.470,43 sull’esercizio 2025;
- con determinazione dirigenziale n. 2542/2024 l’Amministrazione ha riconosciuto, per la sola annualità 2024, il valore di euro 122.032,01 al netto di IVA quale 50% delle opere autorizzate per la Tribuna Rao, rinviando all’annualità 2025 il riconoscimento delle ulteriori opere al completamento delle lavorazioni mancanti;
- con determinazione dirigenziale n. 3194/2025 è stato riconosciuto in favore del Cosenza Calcio l’importo di euro 30.508,00 quale quota parte in avanzamento relativa ai lavori Tribuna Rao, con espressa precisazione che residua lo stato finale;
- dagli atti allegati non emerge, allo stato, il definitivo completamento documentato e formalmente approvato di tutte le lavorazioni autorizzate con la determinazione n. 2252/2023 ai fini del pieno riconoscimento dello scomputo richiesto dalla società;
Considerato che
- con diffida del Settore competente è stato formalmente richiesto alla società di trasmettere, entro sei giorni, esclusivamente con riferimento ai lavori autorizzati con determinazione n. 2252/2023, lo stato finale dei lavori corredato dalla documentazione tecnico-contabile, nonché la comunicazione di fine lavori e il certificato di regolare esecuzione; nella medesima diffida si precisa che i lavori esorbitanti l’importo autorizzato e non previamente autorizzati non sono oggetto di riconoscimento e compensazione a scomputo, e che l’inerzia sarebbe stata valutata quale inadempimento degli obblighi convenzionali;
- nel riscontro alla diffida, trasmesso dalla società in data 13 aprile 2026, la stessa ha dichiarato di avere sospeso il versamento delle rate di canone annuale, assumendo di potere compensare unilateralmente i canoni dovuti con i costi sostenuti o sostenendi; nello stesso riscontro si afferma altresì che i lavori sono “in fase di completamento”;
- la dichiarazione congiunta del direttore dei lavori e delle imprese esecutrici, anch’essa trasmessa il 13 aprile 2026, attesta che una delle ditte ha ultimato le lavorazioni di propria competenza, mentre l’altra ha eseguito circa il 90% delle lavorazioni ad essa spettanti, indicando come termine di ultimazione non oltre il 20 aprile 2026; tale dichiarazione, dunque, conferma che alla data del riscontro i lavori non risultavano ancora ultimati né assistiti da stato finale e certificato di regolare esecuzione;
Rilevato che
- dagli atti richiamati emerge che il riconoscimento e lo scomputo dei lavori sono stati configurati dall’Amministrazione come subordinati a presupposti puntuali: preventiva autorizzazione, rendicontazione, verifica tecnica, rispetto del cronoprogramma e completamento delle lavorazioni;
- il versamento del canone concessorio costituisce obbligazione principale del concessionario, mentre lo scomputo non può ritenersi automatico né rimesso ad una autonoma determinazione unilaterale della società, specie con riferimento a opere non ancora ultimate, non rendicontate nei termini richiesti o non previamente autorizzate; ciò si ricava dalla disciplina convenzionale e dalle stesse diffide e determinazioni adottate dall’Ente;
- sussiste, pertanto, l’interesse pubblico del Consiglio Comunale a riaffermare il principio della necessaria tutela del patrimonio comunale e della corretta riscossione delle entrate dell’Ente, nonché a sollecitare l’adozione di ogni atto conseguente in presenza di eventuali inadempimenti della concessionaria;
Considerato, inoltre, che:
- è in corso l’attuazione dell’intervento denominato “Riqualificazione stadio comunale San Vito – G. Marulla e relative aree di pertinenza”, per l’importo complessivo di euro 7.000.000,00, nell’ambito della Programmazione FSC 2021-2027;
- con determinazione n. 2517/2025 del 24/10/2025 è stata approvata la decisione di contrarre per l’appalto integrato di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori; con determinazione n. 3088/2025 del 23/12/2025 l’appalto è stato aggiudicato; in data
29/12/2025 è stato sottoscritto il verbale di esecuzione anticipata del contratto ed è stata disposta la consegna in via d’urgenza delle prestazioni di progettazione esecutiva; allo stato attuale l’intervento risulta appaltato ed è in fase di redazione del progetto esecutivo, con termine fissato al 28/04/2026;
- tale sopravvenienza amministrativa e programmatoria incide direttamente sull’assetto funzionale e gestionale dell’impianto concesso, in quanto l’esecuzione di un rilevante intervento pubblico di riqualificazione dell’intero stadio e delle relative pertinenze può rendere necessario il riesame del permanere del rapporto concessorio in essere nei termini originariamente definiti, anche al fine di assicurare il pieno perseguimento dell’interesse pubblico, il corretto coordinamento tra concessione, progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, nonché la piena disponibilità dell’impianto e delle aree interessate dagli interventi;
Rilevato pertanto che:
- accanto ai possibili profili di inadempimento contrattuale già emergenti in relazione al pagamento dei canoni, alla rendicontazione dei lavori e alla pretesa compensazione unilaterale, sussiste altresì un autonomo profilo di valutazione riconducibile alla sopravvenienza di un interesse pubblico concreto e attuale, legato alla realizzazione del nuovo intervento di riqualificazione dello stadio, suscettibile di giustificare l’avvio del procedimento di revoca della convenzione, ove l’istruttoria amministrativa accerti l’incompatibilità o comunque la non coerenza della prosecuzione del vigente rapporto concessorio con il nuovo quadro programmatorio e realizzativo dell’Ente;
Ritenuto
- di dover formulare formale atto di indirizzo politico-amministrativo al Dirigente competente affinché proceda con urgenza alla ricognizione delle posizioni creditorie dell’Ente relative ai canoni concessori maturati e maturandi;
- di dover parimenti demandare al medesimo Dirigente la verifica della sussistenza dei presupposti contrattuali e di legge per l’avvio del procedimento di risoluzione per inadempimento e/o revoca della convenzione per sopravvenienza di un interesse pubblico concreto ed attuale, tenendo conto degli esiti dell’istruttoria tecnica, contabile e legale;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
a dare piena attuazione al presente indirizzo consiliare mediante i competenti uffici comunali.
IMPARTISCE IL SEGUENTE ATTO DI INDIRIZZO AL DIRIGENTE COMPETENTE
- di procedere, con la massima urgenza, alla puntuale ricognizione dei canoni concessori dovuti dalla società Cosenza Calcio S.r.l. in relazione alla convenzione sottoscritta il 10 agosto 2023, con riferimento all’annualità 2023 e alle annualità successive, accertando:
- gli importi maturati;
- gli eventuali importi suscettibili di legittimo scomputo sulla base di atti espressi dell’Amministrazione;
- le somme residue da richiedere o recuperare;
- di richiedere formalmente alla società concessionaria il pagamento dei canoni concessori dovuti per le annualità 2023 e seguenti, per la parte non validamente compensata o comunque non assistita da idoneo titolo amministrativo e tecnico-contabile;
- di escludere, in sede di ricognizione e richiesta, ogni automatismo compensativo fondato su dichiarazioni unilaterali della società, limitando l’eventuale scomputo ai soli importi espressamente riconosciuti dall’Amministrazione in conformità alla convenzione e agli atti dirigenziali già adottati;
3. di verificare, con il supporto dell’Avvocatura comunale e dei competenti uffici tecnici e finanziari, se la condotta della concessionaria integri inadempimento rilevante agli obblighi convenzionali, con particolare riferimento:
- al mancato o ritardato pagamento dei canoni;
- alla mancata o incompleta trasmissione della documentazione finale richiesta;
- all’eventuale esecuzione di opere non previamente autorizzate ai fini dello scomputo;
- ad ogni ulteriore violazione delle previsioni convenzionali;
4. di avviare, ove ne ricorrano i presupposti all’esito dell’istruttoria, il procedimento finalizzato:
a) alla risoluzione della convenzione per inadempimento, con particolare riferimento al mancato o ritardato pagamento dei canoni concessori, alla mancata produzione della documentazione richiesta, all’eventuale esecuzione di interventi non previamente autorizzati ai fini dello scomputo ed ad ogni altra violazione delle obbligazioni convenzionali;
b) e/o alla revoca della convenzione per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, da individuarsi anche nella sopravvenuta attuazione dell’intervento pubblico di riqualificazione dello stadio comunale San Vito – G. Marulla e delle relative aree di pertinenza, già appaltato dall’Amministrazione comunale nell’ambito della Programmazione FSC 2021-2027, ove tale nuovo assetto programmatorio, progettuale ed esecutivo risulti incompatibile o non coerente con la prosecuzione del rapporto concessorio alle condizioni originariamente previste.
5) Si stabilisce fin da subito, qualora il clima sociale permanga uguale, ovvero non vi siano evoluzioni societarie e/o il clima di conflitto dovesse permanere tale, e ci siano le condizioni tecniche e legali, a non concedere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio per la stagione sportiva 2026/2027.
Dispone
La trasmissione della presente risoluzione al Dirigente del Settore competente, al Dirigente del Settore finanziario e all’Avvocatura comunale per quanto di rispettiva competenza.
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