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la nuova misura

Reddito di merito, ecco come funziona. Occhiuto e i Rettori firmano l’intesa: «Studiare in Calabria conviene di più» – VIDEO e FOTO

Il governatore con Cuda, Greco e Zimbalatti spiega l’incentivo destinato ai giovani gli scelgono gli atenei calabresi. «Siamo la prima Regione d’Italia a farlo»

Pubblicato il: 15/04/2026 – 15:30
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Reddito di merito, ecco come funziona. Occhiuto e i Rettori firmano l’intesa: «Studiare in Calabria conviene di più» – VIDEO e FOTO

CATANZARO Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e i rettori delle università calabresi Giovanni Cuda (Magna Graecia di Catanzaro), Gianluca Greco (Unical di Arcavacata di Rende) e Giuseppe Zimbalatti (Mediterranea di Reggio Calabria) hanno firmato il protocollo di intesa per l’attivazione del “reddito di merito“, la nuova misura destinata ai giovani calabresi che dopo il liceo decidono di iscriversi nelle università calabresi, ma anche per chi è già iscritto: ovviamente una misura la xcu erogazone è subordnata a determinate condizioni.

Come funziona

Il “reddito di merito”, che avrà cadenza mensile, sarà destinato sia ai nuovi iscritti che a quelli attuali. La misura inizialmente prevedeva che l’incentivo fosse destinato soltanto alle matricole. Occhiuto ha poi esteso il reddito a tutti gli universitari. Ci sono dei requisiti da rispettare: il primo è la residenza in Calabria. Il secondo cambia tra matricole e studenti che già frequentano l’università. I nuovi iscritti – una volta superato il test d’ingresso per i corsi a numero programmato – dovranno attendere la pubblicazione di una graduatoria. Gli iscritti dagli anni accademici precedenti all’introduzione della misura devono rispettare i requisiti di merito: media alta e in regola con il proprio percorso. Nel dettaglio, è previsto un contributo di 500 euro al mese per chi ha la media del 27, di 750 euro per chi ha la media del 28, di 1000 euro al mese per chi ha la media dal 29 in su. Aspetto importante: il contributo può essere assegnato anche a chi percepisce già una borsa di studio. L’investimento complessivo si aggira su 15 milioni all’anno di fondi europei.

L’intervento di Occhiuto

Occhiuto ha anche spiegato sui social la misura: «Io qualche volta vorrei si potesse vedere quanto lavoro e quante riunioni sono necessarie per fare qualcosa come il reddito di merito», ha detto in un video. «È stata durissima, siamo la prima regione d’Italia a fare una misura del genere basata sul merito», ha aggiunto Occhiuto, che si è soffermato a parlare con i giornalisti alla Cittadella insieme a tre rettori. «L’avevo promesso in campagna elettorale; per la verità – ha ricordato Occhiuto – l’avevo promesso solo per i neodiplomati. Abbiamo deciso di estenderlo anche a tutti i laureati che stanno frequentando l’università con merito. È un modo per cercare di trattenere in Calabria i giovani calabresi, perché abbiamo visto che l’emigrazione comincia dal momento in cui ci si iscrive all’università. Certo, vanno costruite anche condizioni di lavoro e di sviluppo, ma oggi i rettori ci hanno fornito i dati di AlmaLaurea che dicono, in maniera chiara e ineludibile, che molti di quelli che si laureano in Calabria trovano un lavoro in Calabria. Succede per chi si laurea in medicina all’Università di Catanzaro, ma succede anche per chi si laurea all’Università di Reggio Calabria o a Cosenza, dove il 99% dei laureati in ingegneria o in informatica trova occupazione in Calabria. E grazie a queste università, anzi, molte aziende stanno decidendo di venire a investire nella nostra regione. Quindiha proseguito Occhiuto – trattenere i giovani significa non perdere un capitale sociale che spesso, invece, impoverisce le famiglie, perché molte sono costrette a mandare i propri figli a studiare fuori, anche perché spesso sono gli stessi ragazzi a chiederlo ai loro padri e alle loro madri. In questo modo, invece, avranno una ragione in più per studiare in Calabria, perché studiare in Calabria conviene di più».

L’intervento dei rettori

Secondo Cuda (Magna Graecia) «oggi è una giornata importante per il sistema universitario calabrese, perché offre alle università l’opportunità di valorizzare studenti meritevoli, numerosi e impegnati nel loro percorso con passione e profitto. Al centro dell’iniziativa c’è il principio della meritocrazia, considerato fondamentale perché premia chi studia, si impegna e costruisce il proprio futuro: sono questi studenti che diventeranno i professionisti, i docenti e i dirigenti di domani. Dunque gratitudine al presidente Occhiuto per un’iniziativa che va proprio in questa direzione, riconoscendo e sostenendo il merito come valore guida». Greco (Unical) ha evidenziato che la misura del “reddito di merito” «si inserisce in un quadro più ampio di interventi a sostegno del diritto allo studio, affiancandosi alle recenti borse di studio con cui la Regione punta a coprire interamente il fabbisogno degli studenti calabresi. A partire dal prossimo anno, chi sceglierà di restare in Calabria per studiare potrà contare su un percorso formativo sostenuto economicamente. A questo si aggiunge il “reddito di merito”, che prevede un riconoscimento ulteriore per gli studenti che si distinguono per risultati accademici particolarmente brillanti». Per Zimbalatti (Mediterranea) «le politiche per favorire il rientro dei “cervelli” sono molto complesse e spesso poco efficaci. Per questo questa iniziativa della Regione Calabria è particolarmente importante, perché interviene a monte del problema, puntando a trattenere i talenti prima che lascino il territorio e a valorizzare gli studenti più meritevoli. Ringraziamo il presidente Occhiuto e la Regione per questa misura, con l’auspicio che possa rafforzare i risultati già positivi delle università calabresi, come l’aumento significativo delle immatricolazioni, cresciute del 35% negli ultimi due anni». Alla frma del protocollo hanno partecpato anche gli assessori regionali Eulalia Micheli (Istruzione) e Marcello Minenna (Bilancio). (a. c.)

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