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Catanzaro città dolente: silenzio e sgomento pensando a Maria Luce. Attesa per l’autopsia

La comunità si stringe intorno alla bimba ora ricoverata al Gaslini di Genova. Domani l’esame autoptico, poi saranno fissati i funerali

Pubblicato il: 23/04/2026 – 12:56
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Catanzaro città dolente: silenzio e sgomento pensando a Maria Luce. Attesa per l’autopsia

CATANZARO Il giorno dopo è silenzio, solo silenzio. La tragedia che ha scosso Catanzaro ha lasciato un senso di vuoto, la sconvolgente decisione di Anna Democrito di farla finita trascinando con sé anche i suoi tre figli, una delle quali, Maria Luce, ancora lotta tra la vita e la morte al “Gaslini” di Genova, è una ferita che ovviamente non si può rimarginare. In via Zanotti Bianco, al civico 13, il condominio della famiglia di Anna, il tran tran quotidiano prosegue con i vicini – quei pochi che si vedono – che dribblano i cronisti in attesa, nel piazzale dove ora campeggiano più corone di fiori e un bambolotto di peluche. Alla vicina parrocchia del Santissimo Salvatore – la “seconda casa” di Anna – la stessa scena, così come anche gli asili che ospitavano i due piccoli morti con la mamma, Giuseppe e Nicola: nessuna voglia di parlare. Il papà Francesco – si dice – è salito a Genova per stare vicino a Maria Luce, diventata il simbolo della speranza della città. Si attende la fissazione della data dei funerali, che saranno celebrati – a quanto si è appreso – da monsignor Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace: la data è subordinata anzitutto allo svolgimento dell’autopsia, fissata per domani, passaggio importante per avere almeno una verità clinica di una vicenda che attiene alle insondabili dinamiche della mentalità umana, perché la tragedia è chiaramente maturata in un contesto di disagio psichico e di disperazione, come hanno fatto capire diverse testimonianze. Subito dopo l’autopsia i corpi saranno restituiti alla famiglia per le esequie, che potrebbero essere celebrate tra domenica e lunedì. Resta ora una città sospesa tra dolore e speranza. Mentre le istituzioni non fanno mancare la loro voce, come quella del prefetto Castrese De Rosa.

Il messaggio del prefetto De Rosa

«Nella tragedia di Catanzaro dove sono morti una mamma e due suoi bambini e una terza bimba versa in gravi condizioni – scrive sui social De Rosa – non servono né giudizi né vuote parole ma solo silenzio, umana vicinanza e un pensiero per chi non c’è più. Ieri sera, d’intesa con le autorità sanitarie della “Dulbecco”, che ce lo hanno richiesto, abbiamo immediatamente attivato, come si fa in questi casi, il Protocollo per il trasporto urgente di ammalati gravi e così abbiamo organizzato in brevissimo tempo un volo dell’Aeronautica Militare che ha prima prelevato un’equipe dal Gaslini di Genova atterrando poi intorno alle 22 a Lamezia Terme; sono state effettuate in ospedale le prime manovre sanitarie sulla piccola Maria Luce di 6 anni, unica sopravvissuta, ripartendo subito dopo la mezzanotte per il nosocomio genovese dove è giunta verso l’una e trenta. Ora – aggiunge il prefetto – stringiamoci tutti intorno a questa bimba sperando che possa farcela. Voglio ringraziare i miei colleghi e collaboratori che si sono subito attivati fino a notte fonda per le necessarie intese con gli Uffici della Presidenza del Consiglio e tutti gli operatori sanitari della Dulbecco di Catanzaro e del Gaslini per quello che hanno fatto e stanno facendo per salvare la piccola Maria Luce. Bisogna ora solo sperare!». (a. c.)

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