Catanzaro, un 25 Aprile diverso: l’abbraccio ideale ad Anna e ai suoi piccoli e la speranza per Maria Luce
La tradizionale cerimonia per la Liberazione si è intrecciata con il dolore composto della comunità ancora scossa dalla tragedia e oggi in lutto per i funerali. Il messaggio del prefetto De Rosa

CATANZARO Un 25 Aprile diverso per la città di Catanzaro, una Liberazione dal significato particolare e struggente perché caratterizzata dall’abbraccio ideale ad Anna Democrito e ai suoi figlioletti Nicola e Giuseppe, vittime della sconvolgente tragedia dei giorni scorsi, e dal pensiero di speranza rivolto a Maria Luce, la bimba sopravvissuta, ricoverata al Gaslini di Genova in gravi condizioni. La sottolineatura dei valori insiti nella giornata della Liberazione si è dunque intrecciata con il dolore composto della comunità di Catanzaro, che oggi vive il lutto cittadino in occasione dei funerali delle vittime, in programma nel pomeriggio alla Basilica dell’Immacolata. A rendere perfettamente questo contesto il prefetto Castrese De Rosa, che ha presieduto la tradizionale cerimonia per la Liberazione davanti al Monumento ai Caduti, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose: dopo il passaggio in rassegna dei corpi, effettuato da De Rosa con il comandante regionale dei carabinieri Riccardo Sciuto, e l’alzabandiera è stato osservato anche un minuto di silenzio e raccoglimento per Anna Democrito e i figlioletti.

«Quest’anno – ha detto De Rosa – la nostra comunità è particolarmente colpita, il nostro primo pensiero va ai familiari e ai due bambini scomparsi, insieme a un appello alla speranza per Maria Luce, affinché possa farcela. Questo dà un senso particolare a questa giornata, che è una giornata straordinaria per la nostra Repubblica: i valori nati dalla Resistenza sono alla base della nostra Costituzione e rappresentano il punto da cui ripartire per costruire un Paese migliore. È fondamentale trasmettere questi principi alle giovani generazioni, affinché possano coltivare ideali di pace in un mondo ancora segnato da troppi conflitti. Il 25 aprile deve essere la festa di tutti, un momento di unità che – ha concluso il prefetto di Catanzaro – non divide ma unisce, nel ricordo delle nostre radici e dei valori su cui è stato costruito il nostro Paese». (c. a.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato