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caos nel calcio italiano

Rocchi si autosospende, intervengono Coni e Governo

Il designatore lascia l’incarico dopo l’indagine della Procura di Milano

Pubblicato il: 25/04/2026 – 22:10
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Rocchi si autosospende, intervengono Coni e Governo

ROMA Gianluca Rocchi si autosospende dal ruolo di designatore di serie A e B, ma intervengono la Procura generale del Coni e il Governo per capire perché il responsabile della Can, ora indagato dalla Procura della Repubblica di Milano, per quella vicenda fu “archiviato” dalla giustizia sportiva. «In accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can», l’annuncio di Rocchi arrivato con una dichiarazione all’Ansa, al termine di una lunghissima giornata nella quale era apparso chiaro che non poteva esser lui a designare gli arbitri per la prossima giornata di campionato. «Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia – prosegue Rocchi – vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima». Intanto Ugo Taucer, massima autorità inquirente dello sport, ha chiesto una relazione urgente a Chinè, il capo della procura della federcalcio, per capire come andò l’archiviazione della giustizia Figc. Il pm di Milano ora indaga a partire dal caso di Udinese-Parma ma anche su altro. Per questo la procura della Figc ha chiesto stamattina gli atti al pm milanese, prima della sollecitazione di Taucer, fanno sapere fonti della Federcalcio; le stesse fonti aggiungono infatti che l’archiviazione riguardava l’unico punto dell’esposto arrivato in procura – Udinese-Parma appunto – e avvenne con l’ok della Procura Coni. Ancora più pesante di quello di Taucer è però l’intervento del ministro per lo sport, Andrea Abodi, che paventa il rischio di un commissariamento. «Mi aspetto di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze», scrive il ministro sul suo profilo X. «L’aspetto più grave che emerge – scrive Abodi – è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza». Il ministro in questi giorni affronta anche la difficile crisi della Federcalcio. Il nuovo capitolo all’interno dell’Aia arriva a pochi giorni dalla discussione del ricorso del presidente Antonio Zappi, inibito per 13 mesi, prevista martedì prossimo al Collegio di Garanzia Coni. Ogni scenario è aperto. «Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri – aggiunge Abodi – lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolgere il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda». «C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio – conclude Abodi -: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque».

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