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Buyer sudcoreani in Calabria, l’agroalimentare punta all’Asia

A Lamezia Terme confronto B2B tra imprese calabresi e operatori coreani: una settimana di incontri per aprire nuovi mercati e rafforzare l’export

Pubblicato il: 04/05/2026 – 17:46
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Buyer sudcoreani in Calabria, l’agroalimentare punta all’Asia

LAMEZIA TERME I buyer giunti in Calabria arrivano dalla Corea del Sud e rappresentano uno dei più grandi player del mercato agroalimentare nel sud-est asiatico. A Lamezia Terme, con l’organizzazione di ARSAC, l’azienda regionale per lo sviluppo in agricoltura, si tiene il confronto B2B con aziende calabresi selezionate dopo una manifestazione di interesse avviata dal Dipartimento Agricoltura lo scorso anno. «Resteranno in Calabria circa una settimana, si tratta di un gruppo importante di buyer coreani e sono circa una quarantina le aziende del comparto agroalimentare calabrese che hanno risposto alla call», dice ai nostri microfoni Fulvia Caligiuri, direttore generale di Arsac. «Dopo una presentazione diretta, ciascun buyer selezionerà le aziende da visitare nei prossimi giorni: un tassello che si inserisce nel lavoro di promozione avviato ormai da qualche anno». Un percorso, quello di promozione sul mercato sudcoreano che risponde alla strategica necessità di ampliare i canali di internazionalizzazione ed export delle imprese calabresi. «Sono diversi mesi che stiamo lavorando su questo progetto, l’idea era di dare la possibilità a tutte le aziende di avere opportunità in nuovi mercati. Il mondo cambia, i mercati cambiano, le esigenze anche dei buyer cambiano». 

«Una grande opportunità»

«In questi anni di difficoltà per il settore vitivinicolo e dell’agroalimentare, abbiamo cercato, attraverso questa intensa azione di promozione, di aprire nuovi orizzonti e la Corea del Sud, paese molto evoluto, molto avanzato, molto moderno, può essere una grande opportunità per la biodiversità calabrese», sostiene ai nostri microfoni, l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo. «In questi anni, il nostro export è cresciuto, si è raddoppiato passando da 465 milioni di fine 2021 a 1 miliardo e 31 milioni di fine 2025. Il settore agroalimentare sta trascinando questa crescita, così come sta trascinando la crescita del prodotto interno lordo. Per tutte queste motivazioni credo sia necessario e opportuno intensificare questa azione e rivolgerci a mercati che finora non abbiamo osservato con attenzione», aggiunge Gallo. «Tutto questo – chiosa – fa parte di un percorso che vede il nostro settore agroalimentare – spesso nascosto negli ultimi decenni – oggi esporsi con orgoglio e con consapevolezza per quelle aziende che fanno bene i compiti a casa e hanno l’ambizione nella qualità». (redazione@corrierecal.it)

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