Dall’area Triage alla sala operatoria multidisciplinare: all’ospedale di Locri i nuovi servizi di emergenza e chirurgia – FOTO
Inaugurati il nuovo pronto soccorso e la nuova sala operatoria. Di Furia: «Strutture con tecnologie di alto livello». Calabrese: «Un’azione concreta per il territorio»

LOCRI Sistemi di ventilazione a pressione positiva per la massima sterilità, lampade scialitiche dotate di telecamere integrate per documentare ogni fase degli interventi e un tavolo operatorio di ultima generazione capace di servire specialità che spaziano dall’ortopedia all’urologia. Sono queste le caratteristiche della nuova sala operatoria, classificata ISO 7, che insieme a una moderna terapia intensiva post-operatoria da quattro posti letto definisce il nuovo volto del Presidio Ospedaliero di Locri. Un’innovazione che non si ferma alla chirurgia, ma che abbraccia l’intera gestione dell’emergenza grazie a un Pronto Soccorso completamente riorganizzato per ottimizzare i flussi sanitari. La struttura punta tutto sulla separazione degli accessi tra pazienti barellati e deambulanti, garantendo privacy e ordine sin dal primo contatto.
L’Asp di Reggio Calabria, con la dg Lucia di Furia, ha inaugurato ufficialmente questa mattina le nuove aree del nosocomio, definito «un intervento radicale che consegna al territorio una struttura moderna, tecnologicamente avanzata e sicura». Un traguardo che rappresenta il completamento di un percorso di ristrutturazione che ha trasformato le strutture originarie risalenti agli anni ’70.
Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale Giovanni Calabrese, il direttore sanitario dell’ospedale Giuseppe D’Ascoli, il vescovo di Locri monsignor Francesco Oliva.
Il pronto soccorso

Il cuore pulsante del nuovo Pronto Soccorso è l’area di Triage, protetta da sistemi di sicurezza automatizzati, che funge da snodo per la valutazione delle condizioni cliniche. All’interno, la suddivisione degli spazi in base all’intensità di cura permette una gestione mirata: le sale dedicate ai codici rossi e arancioni sono equipaggiate con le più avanzate apparecchiature di monitoraggio e diagnostica rapida, mentre aree specifiche sono destinate ai codici minori. Presente una sala multiuso pensata per attività delicate e polivalenti come il Codice Rosa. A supporto della continuità assistenziale, è stata inoltre attivata la nuova area di Osservazione Breve Intensiva con quattro posti letto, fondamentale per gestire i casi a moderata complessità che necessitano di accertamenti veloci senza richiedere un ricovero prolungato.
La nuova sala operatoria

La nuova Sala operatoria multidisciplinare all’avanguardia è caratterizzata da sistemi di ventilazione a pressione positiva per minimizzare il rischio di infezioni e da un impianto elettrico a continuità assoluta che previene qualsiasi interruzione di energia durante le procedure. La dotazione tecnologica include lampade scialitiche con telecamere integrate per la documentazione degli interventi e un tavolo operatorio di ultima generazione compatibile con diverse specialità chirurgiche, dall’ortopedia all’urologia.
Il percorso del paziente è ulteriormente garantito da una terapia intensiva post-operatoria con quattro posti letto, dedicata al monitoraggio avanzato e alla continuità assistenziale post-anestesiologica.




Di Furia: «Strutture completamente risistemate»
«Il nostro impegno costante – ha spiegato a margine dell’inaugurazione la dg Di Furia – è quello di sistemare gradualmente le nostre strutture. Oggi consegniamo un Pronto Soccorso completamente risistemato, moderno e dotato di tutte le tecnologie necessarie, con sale dedicate alle diverse tipologie di emergenza e un’area di Osservazione Breve Intensiva. È una bella struttura, a cui si aggiunge una nuova sala operatoria realizzata a norma e con tecnologie di alto livello. È un intervento molto qualificante: quando si investe si cerca di ottenere il meglio che il settore offra in quel momento. C’è ancora molto da fare, ma questo intervento rientra in un piano di lavori costanti. Gestiamo molte strutture e dobbiamo intervenire a rotazione, poiché non è possibile approcciarle tutte contemporaneamente. Con questo risultato colmiamo un vuoto che si era creato negli anni, durante i quali gli interventi di adeguamento e miglioramento erano rimasti in attesa». Di Furia ha aggiunto che «se sulle tecnologie è stato più semplice, grazie ai fondi del Pnrr che ci hanno permesso di avere macchinari pronti già da un paio d’anni, la parte infrastrutturale richiede tempi più lunghi. Tuttavia, stiamo recuperando terreno. Oltre a questo presidio, stiamo lavorando sugli altri tre ospedali e sulla rete territoriale. Personalmente seguo da vicino i cantieri delle Case e degli Ospedali di Comunità, come quello di Gerace, visitandoli con frequenza per assicurarmi che vengano portati a compimento».
Calabrese: «Un’azione concreta per il territorio»
L’assessore Calabrese ha parlato di «un risultato importante e un’azione concreta che rientra nel percorso positivo avviato in questi anni con il presidente della Regione Roberto Occhiuto, nei confronti della sanità calabrese. In particolare, – ha detto ai nostri microfoni – questo ospedale meritava un’attenzione che oggi si traduce nella restituzione ai cittadini di un Pronto Soccorso adeguato, dignitoso e ben realizzato, un obiettivo fortemente voluto dalla direutrice generale Di Furia, che ringrazio”.
«L’intervento – ha aggiunto – si inserisce in un restyling complessivo che include investimenti sul personale e sulle attrezzature. Tra poche settimane, inoltre, si chiuderà il progetto di fattibilità per la ristrutturazione della cosiddetta “Greca”, un investimento di 50 milioni di euro fortemente voluto dal governo regionale. Speriamo possa essere cantierizzata al più presto per riqualificare tutta la parte dedicata alle urgenze». “Ricordiamoci che questo ospedale ha vissuto anni difficili: nel 2014 rischiava la chiusura, le attrezzature come Tac e risonanza non funzionavano, e reparti come ortopedia e radiologia chiudevano di notte per mancanza di medici e primari. Oggi la situazione è completamente diversa: abbiamo un presidio funzionante dove continuiamo a investire. Siamo consapevoli che c’è ancora tanto da fare e non cantiamo vittoria, ma con il governatore abbiamo tracciato una strada che oggi garantisce ai cittadini maggiore tranquillità».
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