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il progetto musicale

Duettango in Cina, al via il tour di Arlia e Chiacchiaretta

Il duo propone una rilettura contemporanea del tango

Pubblicato il: 08/05/2026 – 13:28
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Duettango in Cina, al via il tour di Arlia e Chiacchiaretta

PECHINO Dopo i consensi ottenuti sui palcoscenici internazionali, il progetto Duettango arriva in Cina con una tournée che porterà il tango contemporaneo in alcune delle più prestigiose sale da concerto del Paese. Protagonisti del tour saranno Filippo Arlia, pianista e direttore d’orchestra originario della Calabria, e il bandoneonista Cesare Chiacchiaretta, interpreti di un percorso musicale che unisce tradizione, ricerca e innovazione. La tournée prenderà il via il 15 maggio a Shijiazhuang, all’Hebei Art Center, per poi proseguire il 16 maggio a Dalian, al Dalian Development Area Grand Theatre. Il 17 maggio è previsto il concerto a Pechino, nella Beijing National Library Concert Hall, data ancora in via di conferma, mentre il 22 maggio il duo sarà protagonista al Liuzhou Art Center.

Nato da un’idea artistica di Filippo Arlia e dall’incontro con il bandoneon di Cesare Chiacchiaretta, tra i più autorevoli interpreti dello strumento, Duettango si è distinto negli anni per una cifra stilistica riconoscibile, fondata sull’incontro tra pianoforte e bandoneon. Una combinazione non convenzionale che, nel progetto, assume una nuova centralità espressiva. «Il pubblico cinese possiede una sensibilità straordinaria per la musica e negli ultimi anni ha mostrato un’apertura crescente verso linguaggi universali come il tango», sottolinea Arlia. «Con Duettango portiamo in Cina un’esperienza che unisce il rigore della formazione classica italiana alla rivoluzione musicale di Astor Piazzolla». Alla base del progetto c’è infatti una rilettura del tango nuevo che guarda alla tradizione ma ne amplia le prospettive sonore. Se nella storia del tango il pianoforte ha spesso avuto un ruolo prevalentemente ritmico o di accompagnamento, Duettango ribalta questa impostazione, costruendo un dialogo paritario con il bandoneon. «La mia idea è sempre stata quella di una vera e propria “democrazia timbrica”», spiega il maestro Arlia.

«Il pianoforte rivendica la sua natura solistica, dialogando alla pari con il mantice. È una scelta che nasce dalla volontà di trattare il tango con una dignità cameristica, quasi mozartiana nel contrappunto, ma attraversata dal fuoco del barrio argentino”. Il risultato è una scrittura musicale intensa e dinamica, dove virtuosismo e lirismo convivono in un continuo gioco di rimandi tra i due strumenti. Al centro del repertorio resta la lezione di Astor Piazzolla, figura chiave del Novecento musicale e riferimento imprescindibile per il duo. Un’eredità che Duettango interpreta in chiave contemporanea, mantenendo però forte il legame con le radici culturali italiane del compositore argentino. “Spesso dimentichiamo che Piazzolla è, a tutti gli effetti, anche un prodotto del genio italiano», osserva Arlia. «Suo padre era di Trani e sua madre di Massa Sassorosso. Questa identità italiana è nel Dna della sua musica, in quel melos drammatico e in quella struttura rigorosa che noi cerchiamo di preservare».

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