Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 8:21
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

Dalla paura alla speranza

Spari e intimidazioni, ma Vibo Valentia non si piega: centinaia di fiaccole accese contro la ‘ndrangheta – FOTO E VIDEO

Ampia partecipazione alla fiaccolata nella zona industriale. Il vescovo: «Segno del risveglio della città». Le testimonianze degli imprenditori colpiti: «Non ci arrendiamo»

Pubblicato il: 08/05/2026 – 8:21
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Spari e intimidazioni, ma Vibo Valentia non si piega: centinaia di fiaccole accese contro la ‘ndrangheta – FOTO E VIDEO

VIBO VALENTIA Spari, minacce e raffiche di proiettili, ma Vibo Valentia reagisce e alza la testa. Di fronte all’inquietante serie di intimidazioni avvenute negli ultimi giorni, la comunità vibonese non si piega e marcia in segno di solidarietà e vicinanza agli imprenditori vittime dei vili attentati estorsivi. Per ribadire, ancora una volta, che Vibo non ha più intenzione di tornare ai tempi bui, quando la ‘ndrangheta ostentava la propria violenza e imponeva paura e silenzio. Negli anni, però, qualcosa è cambiato: lo dimostrano i cittadini, più di mille, che hanno partecipato alla fiaccolata di ieri sera nella zona industriale della città, luogo del raid intimidatorio di una settimana fa. Quella che doveva essere una processione, per volontà del vescovo Attilio Nostro e di don Roberto Carnovale si è trasformata in un momento di ribellione di una comunità unita e coraggiosa alla violenza inaudita della criminalità organizzata.

Le “tappe” di fronte le imprese colpite dal raid

Un fiume di gente composto da imprenditori, famiglie, cittadini, associazioni, sindacati. C’erano i sindaci, esponenti della società civile, c’erano anche le scuole e i giovani, nonostante fosse sera. Un dettaglio non scontato che racconta di come una comunità coesa e con gli esempi giusti possa unire generazioni anche lontane tra loro. C’erano, soprattutto, gli imprenditori vittime degli attentati intimidatori: a loro il vescovo Attilio Nostro, portando “sotto casa” l’abbraccio e la vicinanza della città, ha donato anche un mazzo di fiori. «Queste rose simboleggiano il nostro grazie per quello che fanno nel nostro territorio e per il coraggio con cui hanno reagito a questi atti violenti, vigliacchi, intimidatori» ha detto a margine il vescovo Attilio Nostro. «È bello – ha aggiunto – che sia proprio la mamma di tutte le mamme, Maria, a dare questo momento di pace e di conforto a imprenditori che hanno creato lavoro, ricchezza e dignità per le famiglie». Ed è positiva, spiega Nostro, la presenza di scuole e giovani: «Un segno del risveglio della città, è bello che la gente possa riappropriarsi di questi spazi, non solo fisici, ma anche vitali. È bello potersi riprendere la padronanza di questo territorio e di questa dignità che qualcuno vorrebbe sottrarci».

Le testimonianze degli imprenditori: «Non ci arrendiamo»

Visibilmente commossa Nicoletta Baldo, imprenditrice colpita dal raid intimidatorio. Così come Domenico Fiorillo, titolare della Kernel: «Quella di stasera è una dimostrazione di vicinanza che ci fa sentire forti. Oggi abbiamo incontrato il prefetto, il questore, il comandante dei carabinieri e della guardia di finanza: sono persone che sanno fare bene il loro lavoro e questo ci fa stare tranquilli. Anche perché la realtà è cambiata, stasera non vedo solo imprenditori, ma cittadini che vogliono una Vibo diversa, una Vibo che meritiamo perché è la provincia più bella della Calabria». Momenti simbolici anche di fronte la MetalSud, la Sud Edilferro e l’azienda Colloca: «Sono contento di questa partecipazione. Stamattina alla riunione in prefettura ci siamo accorti che c’è la voglia di continuare a lavorare. Noi siamo nati per questo, per lavorare e continueremo a farlo senza farci fermare da questi episodi» ha ribadito il fondatore Giuseppe Colloca. «Continueremo a investire in questa terra come abbiamo già fatto» ha aggiunto Domenico Arena. «Oggi si può fare libera impresa, lo Stato c’è, le istituzioni ci sono e noi andremo avanti con coraggio insieme ai nostri dipendenti». Presenti con la sua azienda da oltre mezzo secolo, Arena ribadisce un concetto chiaro: se una volta lo Stato era più assente, da 25 anni la storia è cambiata. Le istituzioni ci sono, la città, lo ha confermato ieri sera, non ha più voglia di tornare come prima. (ma.ru.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x