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Antiriciclaggio, la sfida passa anche dalla Calabria

Il rischio di riciclaggio in Italia «è molto significativo». Per Bankitalia il fenomeno è «marcatamente cresciuto negli ultimi anni»

Pubblicato il: 10/05/2026 – 6:54
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Antiriciclaggio, la sfida passa anche dalla Calabria

COSENZA Il sistema italiano di prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo ottiene una valutazione positiva a livello internazionale. È quanto emerge dal nuovo Mutual Evaluation Report del GAFI-FATF (Gruppo di Azione Finanziaria), approvato nel corso della sessione plenaria svoltasi a Città del Messico nel febbraio 2026 e pubblicato il 23 aprile. Nel secondo semestre del 2025 il numero delle operazioni registrate nelle segnalazioni antiriciclaggio monitorato dalla Uif, l’unità di informazioni finanziarie presso la Banca d’Italia, è cresciuto del 3,2 per cento rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, a fronte di una sostanziale stabilità degli importi (-0,6 per cento sullo stesso periodo a 16 miliardi di euro). L’operatività del settore bancario rappresenta il 96 per cento dei 16 mila miliardi di euro totali, ed è costituita per circa due terzi da bonifici. Si continua a registrare un calo dell’operatività in contante, costituita per quasi il 95% da versamenti. Sono diminuiti sia i versamenti (-7,1 per cento rispetto al secondo semestre 2024) che i prelievi (-2,9 per cento). È diminuito il valore dei bonifici esteri in entrata (-2,0 per cento) e in uscita (-4,3 per cento). Nel secondo semestre del 2025 la Uif ha avviato 9 accertamenti ispettivi.

I rischi

Il rischio di riciclaggio in Italia «è molto significativo». E’ quanto conferma l’Analisi Nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (Nra), riportata nel Piano Strategico 2026-2028 dell’Uif. La criminalità organizzata è ampiamente attiva in tutti gli ambiti, in particolare se collegati agli appalti e all’erogazione di fondi pubblici. Il diffuso utilizzo del contante e l’estensione dell’economia sommersa, caratteristici dell’economia italiana, amplificano i rischi in misura molto significativa.
L’analisi evidenzia alcune casistiche connotate da una particolare rischiosità: il crescente ricorso alle criptoattività, l’utilizzo di Iban virtuali e di conti di corrispondenza, l’indebita percezione di risorse pubbliche derivanti dal Pnrr o di finanziamenti assistiti da garanzia pubblica.
Fra i destinatari della normativa antiriciclaggio, vulnerabilità relative molto significative sono state rilevate per gli agenti immobiliari, gli avvocati, i compro oro, i dottori commercialisti, le fiduciarie non vigilate dalla Banca d’Italia, gli operatori di gioco, i prestatori di servizi in criptoattività. D’altro canto, appare evidente, come l’uso più intenso delle tecnologie digitali da parte dei criminali abbia accresciuto le frodi informatiche e il cyber risk; attacchi, furti di dati e truffe online recano gravi danni a privati e aziende e minano la fiducia nel sistema finanziario.

Il faro di Bankitalia

Anche Bankitalia ha recentemente acceso un faro sui rischi connessi al riciclaggio di denaro illecito. L’attenzione è rivolta alle banche prive di sportelli fisici che aprono a clienti stranieri conti di deposito online. Da un recente rapporto sulla stabilità finanziaria dell’istituto centrale emerge come il fenomeno sia «marcatamente cresciuto negli ultimi anni». A dicembre scorso 30 le banche vigilate direttamente dalla Banca d’Italia raccoglievano attraverso il canale delle piattaforme online 11,5 miliardi di euro il 10 per cento della loro raccolta. I rischi potenziali hanno portato la vigilanza a chiedere tutta una serie di misure alle banche a scopo preventivo e, a quelle più esposte, a provvedimenti specifici: la fissazione di limiti interni al ricorso al canale dei depositi online e una maggiore diversificazione delle fonti di provvista. 

Il lavoro della Gdf

Il lavoro quotidiano degli uomini della Guardia di Finanza testimonia quanto il fenomeno sia dilagante. A dimostrarlo sono i numeri delle operazioni condotte nel biennio 2024-2025. «Quasi 2.700 interventi realizzati per i reati di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di denaro sporco per un valore complessivo di quasi 8,5 miliardi di euro», come sottolineano Marco Mobili e Giovanni Parente sul Sole 24 Ore. Dati che impongono un intervento massiccio e tempestivo e per questo motivo la Gdf ha «investito su reparti altamente qualificati», il Nucleo speciale di polizia valutaria – infatti – è sostenuto dalle articolazioni periferiche presenti a Milano, Palermo e Reggio Calabria. (f.b.)

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