«Sul Nuovo Ospedale di Catanzaro notiamo una resistenza ad affrontare una discussione sul futuro della città»
Tallarico (Sinistra Italiana) sollecita Fiorita a convocare la Conferenza dei sindaci

CATANZARO «Il dibattito politico, a Catanzaro, relativo all’allocazione del nuovo ospedale, impegna oramai da lungo tempo i vari soggetti istituzionali, primo fra tutti il Consiglio comunale e la sua amministrazione. Questo protrarsi, attraverso tatticismi dialettici, silenzi prolungati, omissioni d’informative, fondamentali da parte della Regione, fa sì che questo dibattito si sia trasferito a livello di discussione nei passatempi. Scorgiamo una resistenza, una difficoltà ad affrontare una discussione che parla del futuro della città e del suo ruolo in ambito più vasto; quindi di una volontà a non affrontare scelte di alto valore funzionale e per tanto innovative, avanzate, proiettate in una dimensione regionale e non recitante in un ambito provinciale, o peggio ancora municipalistico». Lo afferma Francesco Tallarico, Coordinamento provinciale Sinistra Italiana Catanzaro. «Ciò che emerge con forza e preoccupazione – prosegue Tallarico – è che fino ad oggi non sono emersi i motivi per non determinarsi; mentre ora nell’imminenza, delle elezioni amministrative, si riaccende la discussione, con una pratica general generica, tipica della propaganda elettorale, che, crediamo, è alla base tutta la discussione. Appare ovvio a tutti che la scelta del presidente Occhiuto di assegnare al Politecnico di Milano lo studio ove definire l’ubicazione del nuovo Ospedale di Catanzaro, sta a dimostrare due cose: Che in questa scelta c’è la condivisone del suo vice presidente, che è anche la figura di punta della destra catanzarese; e nello stesso tempo una retrocessione dell’intera classe dirigente della città a ruolo ancillare, ostaggio di trasversalismi che partendo dal territorio giunge nelle aule istituzionali. Tutto ciò alla vigilia delle elezioni comunali suona come un allarme!!!!! Ma che la città sia oramai da tempo luogo di “scorribande politiche” di Occhiuto e del suo vice, lo avvertiamo da tempo: una per tutta la tratta ferroviaria Catanzaro lido – Lamezia Terme, la cui opera non ha risolto affatto l’isolamento della mobilita fra la città capoluogo di regione, (e con essa dell’intero territorio del centro Calabria) e il resto delle grandi vie di comunicazione veloci. In tal senso, siamo all’illusionismo politico. Cosa ha impedito finora all’amministrazione di Catanzaro unitamente ai vari soggetti presenti sul territorio ad avviare una presa di posizione forte, diretta, esplicita, fuori dal politichese, con l’autorevolezza che le deriva dal ruolo della Città in ambito Regionale, nei confronti del Presidente Occhiuto e con esso con il suo vice, che esercita un “ruolo primario ed egemone” in seno alla vita tutta della città? In particolare come mai i due soggetti istituzionali regionali non hanno ancora formalizzato a quanto ammonta la disponibilità finanziaria, oggi (originariamente annunciata per un totale di 322 milioni di euro)? Quali sono stati i criteri con i quali e le relative motivazioni “politiche” per le quali, è stato affidato l’incarico per la valutazione di fattibilità, al Politecnico di Milano? Perché in presenza di altissime professionalità e istituti accademici universitari in Calabria di primissimo piano, si è voluto continuare a foraggiare realtà fuori regione, continuando così la vergognosa funzione di bancomat della Lombardia come avviene da decenni nella sanità? Contrariamente a quanto si va affermando, questa sorta di subordinazione politica verso il potentato istituzionale della Regione, questa sì che mortifica le professionalità e le esperienze sanitarie esistenti, demoralizza le professionalità di alto livello che vi operano. Una classe dirigente deve essere capace di costruire un progetto che guardi ai prossimi 30 anni e al ruolo che la città deve avere; attrezzandosi con strutture già proiettate a quella dimensione, rompendo l’ambito di un localismo sterile. Nel fare questo deve allo stesso tempo rendere fruibile, effettivo, prima di tutto, ciò che è già in campo come la non ancora piena funzionalità dell’Azienda Dulbecco; con la valorizzazione e integrazione totale delle due strutture di alto livello quali il Pugliese Ciaccio e il Policlinico, come previsto dalla legge regionale del 2021, ancora non attuata. Piuttosto, come Sinistra Italiana, chiediamo – sostiene ancora Tallarico – che le prossime scelte abbiano al centro la sanità pubblica che in Regione e a Catanzaro, è sempre più un facilitatore di approvvigionamento privato. Per fare questo c’è bisogno che ci siano scelte improntate ad una rete, che faccia sistema, che utilizzi al massimo le competenze esistenti, tutte, e che si attrezzi ad implementare ancora di più sia con immissioni di nuove figure che di nuove tecnologie, specie quelle esistenti e ferme da tempo (immotivatamente?). Per tale motivo chiediamo al sindaco, in qualità di “capo bacino” di convocare sin da subito la Conferenza dei Sindaci, che sarebbe dovuta essere già attivata vista la rilevanza delle decisioni, al fine di sollecitare un cambio di strategia nell’ambito delle scelte che dovranno essere fatte, sottraendola alla discussione unicamente perimetrale urbana ma peggio ancora delle pressioni localistiche elettorali. Diversamente si rischia di diventare partecipi di un declassamento politico e morale dell’intera comunità».
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