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l’emergenza

«Basta con questa scia di sangue sul lavoro, urgenti controlli e più sicurezza»

Cgil Area vasta e Bruno dopo l’ultima morte sul lavoro

Pubblicato il: 22/05/2026 – 17:07
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«Basta con questa scia di sangue sul lavoro, urgenti controlli e più sicurezza»

CATANZARO “Ancora una volta la Calabria si trova a piangere una vittima mentre svolgeva il proprio lavoro. Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a questa lunga scia di sangue. Le morti sul lavoro non possono essere considerate fatalità inevitabili. Serve una svolta vera nelle politiche sulla salute e sicurezza, con maggiori controlli nei luoghi di lavoro, un rafforzamento degli organici ispettivi e investimenti concreti nella prevenzione e nella formazione”. Lo afferma Nadia Fortuna, segretaria confederale Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo con delega alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. “Come Cgil – prosegue – continuiamo a sostenere con forza la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, perché il sistema degli appalti e dei subappalti al massimo ribasso troppo spesso produce precarietà, abbassamento delle tutele e condizioni di lavoro che mettono a rischio la sicurezza delle persone. È necessario introdurre regole più rigide, maggiore responsabilità delle aziende lungo tutta la filiera degli appalti e strumenti efficaci per garantire il pieno rispetto dei contratti e delle norme di sicurezza”. “La vita delle lavoratrici e dei lavoratori deve venire prima di qualsiasi logica di profitto o risparmio. Non è accettabile che nel 2026 si continui a morire mentre si lavora. La sicurezza non può essere un tema secondario o affrontato solo dopo le tragedie – sottolinea Fortuna -. Per questo chiediamo alle istituzioni nazionali e regionali un impegno immediato e concreto: più prevenzione, più vigilanza, più controlli nei cantieri, nelle aziende, nelle campagne e in tutti i luoghi di lavoro. Servono azioni straordinarie e una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti”. “La Cgil continuerà a mobilitarsi affinché salute e sicurezza tornino al centro dell’agenda politica e sociale del Paese. Fermare le morti sul lavoro è un dovere morale e civile che non può più essere rinviato”, conclude.

L’intervento di Bruno

“Neanche il tempo di archiviare le immagini della piazza silenziosa di Catanzaro che martedì scorso è stata attraversata insieme da sindacati, lavoratori, associazioni datoriali e istituzioni, che la Calabria torna ancora una volta a fare i conti con un’altra morte sul lavoro. Alla famiglia del lavoratore morto a Vibo Valentia rivolgo il mio pensiero più sincero e il sentimento di profondo cordoglio e solidarietà in un momento di dolore devastante. È terribile pensare che una persona possa uscire di casa per lavorare e non fare più ritorno”. Così in una nota il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente. “Neanche pochi giorni fa eravamo in piazza a Catanzaro per chiedere più sicurezza, più prevenzione e più dignità per chi lavora – afferma – e oggi ci ritroviamo ancora una volta a commentare un’altra tragedia. Questo dimostra quanto sia grave e strutturale l’emergenza che stiamo vivendo”. Secondo il consigliere regionale, il rischio più grave è l’assuefazione collettiva davanti a tragedie che ormai si ripetono con frequenza impressionante. “In Calabria e nel Paese continuano a morire troppi lavoratori e lavoratrici. E la cosa più grave è che spesso ci si abitua a queste tragedie come se fossero inevitabili. Non lo sono. Dietro ogni morte sul lavoro ci sono responsabilità, carenze nei controlli, mancata prevenzione, formazione insufficiente e troppe condizioni di precarietà”. Bruno sottolinea come la presenza unitaria in piazza di sindacati, rappresentanze datoriali e istituzioni abbia rappresentato un segnale importante che ora però deve tradursi in azioni concrete. “La marcia di Catanzaro non può restare un gesto simbolico. È stato un momento forte perché il mondo del lavoro ha parlato con una voce sola davanti a una strage silenziosa che continua a colpire famiglie e comunità. Ma adesso servono risposte vere: più ispettori, più controlli, più formazione e una battaglia seria contro ogni forma di sfruttamento e precarizzazione”. Per il capogruppo di Tridico Presidente, il tema della sicurezza continua troppo spesso ad emergere soltanto dopo gli incidenti mortali. “Non possiamo continuare a intervenire solo dopo le tragedie. La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo o un semplice adempimento burocratico. È un diritto fondamentale e una società civile si misura dalla capacità di proteggere chi lavora”. Infine, Bruno ribadisce il significato politico e civile della mobilitazione di Catanzaro. “Dobbiamo smettere di considerare inevitabile ciò che inevitabile non è. Fermare questa strage continua è un dovere morale, sociale e istituzionale. Nessuno dovrebbe perdere la vita semplicemente mentre sta lavorando”

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