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«Donne e uomini hanno bisogni diversi»: l’Asp di Reggio presenta il bilancio di genere con 12mila ricoveri nel 2025

Si chiude il mandato di Lucia Di Furia: dal commissariamento al bilancio certificato

Pubblicato il: 27/05/2026 – 12:45
di Paola Suraci
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«Donne e uomini hanno bisogni diversi»: l’Asp di Reggio presenta il bilancio di genere con 12mila ricoveri nel 2025

REGGIO CALABRIA La presentazione del bilancio di genere e del rendiconto sociale 2025 dell’Asp di Reggio Calabria, svoltasi nella sala “Monteleone” al Consiglio regionale, ha coinciso con l’addio alla guida dell’azienda di Lucia Di Furia, che andrà in pensione a breve dopo aver traghettato la struttura – prima come commissaria, poi come direttore generale – attraverso un profondo riordino amministrativo e sanitario.
«Questo è anche un po’ un momento di saluti e di ringraziamenti», ha detto la Di Furia. «Mi piacerebbe che questo fosse un testimone da lasciare a chi arriva dopo di me». La sua presenza in riva allo Stretto è stata voluta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, soprattutto per l’alta competenza, poi dimostrata nei fatti e confermata dalla numerosa e qualificata presenza in sala. L’incontro ha rappresentato un momento di trasparenza, analisi e programmazione strategica per la sanità territoriale, incentrato sulla valorizzazione delle risorse umane, sull’equità di genere e sull’efficacia delle cure primarie e ospedaliere.

Il bilancio, anche di genere

Giunto alla sua seconda edizione, il documento non è un semplice rendiconto contabile. «Restituiamo ai cittadini i contenuti sanitari in una forma anche facilmente comprensibile», ha spiegato la direttrice. «Se noi sappiamo che all’interno di una determinata struttura – faccio l’esempio del pronto soccorso – prevalentemente le donne hanno un certo tipo di richiesta assistenziale mentre i maschi ne hanno uno diverso, questo ci può aiutare a meglio calibrare il modello organizzativo per la risposta più coerente».
Sul tema del lavoro di cura, ancora largamente femminile, Di Furia ha riconosciuto una persistenza strutturale: «Noi abbiamo anche un contratto collettivo uniforme, quindi non ci sono differenze tra donne e uomini, però la disponibilità, forse, a fare carriera da parte delle donne continua a essere

I numeri: ricoveri, pronto soccorso e mobilità passiva

Nei presidi a gestione diretta – Locri, Polistena, Melito Porto Salvo, Gioia Tauro – i ricoveri nel 2025 sono stati 12.328: il 48% donne, il 52% uomini. La fascia d’età più coinvolta è quella degli over 75, con 3.872 ricoveri, seguita dalla fascia 45-64 anni (2.898). Le malattie dell’apparato cardiocircolatorio guidano le categorie di ricovero con 2.037 casi, seguite dai disturbi dell’apparato digerente (1.656), respiratori (1.570) e muscolo-scheletrici (1.366).
Gli accessi al pronto soccorso hanno raggiunto quota 92.377, con una distribuzione pressoché paritaria: 48,84% donne, 51,16% uomini.
Il fronte più critico rimane la mobilità passiva extraregione: 15.008 ricoveri nel 2025. Le mete principali sono Lombardia (21,99%), Lazio (21,58%) e Sicilia (20,95%). Per le prestazioni ambulatoriali la Lombardia sale ulteriormente al 30,67%, seguita da Lazio (16,14%) e Sicilia (11,13%).

Screening oncologici

Sul versante della prevenzione, la Di Furia ha rivendicato i risultati raggiunti negli screening oncologici: «Per quello che riguarda sia la cervice che la mammella siamo sul target nazionale. Il target nazionale per la mammella è di raggiungere almeno il 50% delle donne che facciano l’esame mammografico e noi siamo a 47 – e tra l’altro siamo partiti due anni fa, quindi grande lavoro, ma anche grande adesione da parte delle donne che aspettavano a braccia aperte questa possibilità».
Resta il nodo dello screening del colon-retto, dove l’adesione è ancora bassa. «Non è un esame invasivo», ha sottolineato la direttrice. «Screening del colon-retto non vuol dire colonoscopia, vuol dire semplicemente prelievo delle feci per analizzare se c’è la presenza di sangue occulto fecale. Di lì inizia un approfondimento; se non c’è niente si ripete cinque anni dopo. È un esame banalissimo dove ancora c’è forse poca cultura e poca visione».

Il bilancio di un mandato

Sul versante finanziario, la direttrice amministrativa Maddalena Berardi ha confermato che il bilancio d’esercizio 2025 è in dirittura d’arrivo, con una società di revisione già al lavoro per la certificazione. Significativo anche il dato sui debiti pregressi: dei 250 milioni circolarizzati, ne restano da saldare solo 7. «Questo vuol dire che l’azienda è risanata anche da questo punto di vista», ha detto Di Furia.
Sul Pnrr, l’azienda ha inaugurato la prima Casa della comunità a Roghudi e altre sono in fase di completamento. Su 17 case della comunità e quattro ospedali di comunità previsti, alcune strutture sono pronte ma bloccate da lavori finali; altre più in ritardo per problemi tecnici. «Si può fare di più, sì», ha ammesso senza reticenze la direttrice. «Bisogna continuare, non è che tutto è stato centrato».
Un bilancio personale, in fondo, che Di Furia traccia senza trionfalismi: «Sono una persona che in genere vede il bicchiere mezzo vuoto. Però se mi guardo indietro, se non altro sul fatto di aver ristrutturato anche da un punto di vista amministrativo l’azienda, aver portato professionisti, aver portato tecnologie – sul Pnrr tecnologie siamo stati tra i primi in Italia a centrare l’obiettivo. Insomma, tante cose sono state fatte. Lo diranno gli altri se ho lavorato bene: io ce l’ho messa tutta». (redazione@corrierecal.it)

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