Cannizzaro sindaco di Reggio: la proclamazione slitta alla prossima settimana
In consiglio comunale solo sei donne su trentadue. Tutte del centrodestra

REGGIO CALABRIA Si terrà la prossima settimana, davanti al presidente del Tribunale Giuseppe Campagna, la proclamazione ufficiale a sindaco di Reggio Calabria per Francesco Cannizzaro . È l’atto formale che chiude la fase elettorale e apre il mandato: da quel momento Palazzo San Giorgio ha un nuovo primo cittadino. La cerimonia era prevista per oggi ma poi Francesco Cannizzaro l’ha fatta spostare , dopo aver saputo che oggi pomeriggio in Duomo si seppellisce Eva, sei anni, morta sabato sera all’improvviso. “Essendomi ripetutamente consultato con gli uffici comunali di competenza e con il presidente del Tribunale, Giuseppe Campagna, che ringrazio profondamente per la comprensione e la disponibilità, superati gli aspetti tecnici che in principio ci impedivano di rimandare la cerimonia della mia formale proclamazione alla carica di Sindaco di Reggio Calabria, abbiamo concordato di posticipare la proclamazione alla prossima settimana. Un atto dovuto, in segno di rispetto per il grave lutto che ha colpito la famiglia della nostra piccola concittadina”. Così è stato. Il 25 maggio Cannizzaro ha preso il 65,68% dei voti. Domenico Battaglia si è fermato al 24,74. Primo turno, nessun ballottaggio, nessuna discussione.
La maggioranza
Ventiquattro seggi su trentadue. È la dote consiliare con cui Cannizzaro entra a Palazzo San Giorgio. Forza Italia e la lista civica a suo nome ne portano cinque ciascuna. Fratelli d’Italia quattro. Reggio Futura tre — la lista che porta ancora, sottotraccia, il peso politico di Giuseppe Scopelliti. Due a testa per Lega e Alternativa Popolare. Uno ciascuno per Azione, Noi Moderati, Insieme si può. All’opposizione otto seggi in tutto. Tre al Pd. Uno ciascuno per Reset, La Svolta, Avanti-Psi-Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra. Più Battaglia, che guiderà la pattuglia di minoranza dai banchi di fronte. Undici liste del centrodestra che hanno corso insieme non si trasformano automaticamente in una squadra. Ognuna ha i suoi uomini, le sue aspettative, il suo conto da presentare. Il rischio, con coalizioni così larghe, è che la giunta nasca già come spartizione piuttosto che come progetto. Cannizzaro ha dimostrato in campagna elettorale di saper tenere insieme mondi diversi. Adesso quella capacità si misura su un terreno molto più concreto.
La giunta: tempi e equilibri
Tempi brevi anche per la giunta. È la tempistica che circola con insistenza nell’entourage del sindaco. Cannizzaro vuole muoversi subito, senza lasciare spazio alle fibrillazioni che in queste ore attraversano inevitabilmente ogni partito della coalizione. I criteri dichiarati sono netti: figure tecniche, curriculum solidi, obbligo di aspettativa. Molti assessori arriveranno dall’esterno. È un modo per dire che questa non sarà una giunta di sistemazione. O almeno, questa è l’intenzione. Fratelli d’Italia, con quattro consiglieri eletti e la forza di essere partito di governo a Roma, punta alle deleghe più strutturali: urbanistica, lavori pubblici, bilancio. La Lega chiede visibilità. Reggio Futura ha costruito un risultato importante e lo farà pesare, così come Alternativa Popolare. Le liste civiche guardano ai servizi sociali e alla cultura. Il nodo più delicato è il vicesindaco. Cannizzaro è di Forza Italia: dare il vice allo stesso partito sarebbe un segnale sbagliato verso alleati che hanno contribuito in modo decisivo alla vittoria. Il candidato più accreditato viene da Fratelli d’Italia, secondo partito della coalizione. Non è però da escludere una figura civica di garanzia, capace di smorzare le tensioni interne senza alimentare rivalità tra i partiti. L’asse con la Regione è già attivo. Occhiuto governa Catanzaro con lo stesso colore politico e con un rapporto consolidato con Cannizzaro. Su fondi europei, grandi opere, porto e aeroporto, Reggio e la Regione dovranno lavorare in sintonia. Il vicesindaco sarà anche il principale interlocutore su quel fronte. Il dossier più urgente però non è la giunta. È il bilancio.
Il bilancio e il piano di risanamento
Reggio porta ancora i segni di anni difficili sul piano finanziario. Il piano di rientro non è ancora chiuso e la vendita (ancora non conclusa) dell’ex albergo Miramare, il palazzo liberty sottoposto a vincolo della Soprintendenza, è una conseguenza: nel luglio 2022 Palazzo San Giorgio ha sottoscritto l’Accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi della legge 234/2021, ottenendo un sostegno finanziario pluriennale in cambio di un rigoroso piano di risanamento. Il percorso, formalizzato con deliberazioni consiliari e corredato da un cronoprogramma fino al 2044, impone obiettivi stringenti: incremento delle entrate, contenimento della spesa e valorizzazione del patrimonio immobiliare. La vendita dell’hotel non è un caso isolato. Nel piano rientrano anche l’ex Mercato Girasole, l’ex scuola Mazzini, il PalaBenvenuti, l’ex Eca di viale Amendola e altri immobili classificati come disponibili. Per alcuni di questi, le aste sono già andate deserte; per altri si punta a realizzi distribuiti nel triennio 2026-2028. L’obiettivo dichiarato è trasformare un patrimonio immobilizzato in risorse liquide da destinare al risanamento. Il bilancio 2025 del Comune ammonta a 709 milioni di euro, con un disavanzo sceso a 191 milioni rispetto agli oltre 400 del 2020. Numeri che segnalano un miglioramento, ma anche la necessità di consolidare il percorso. Cannizzaro ha detto più volte che i conti saranno la priorità assoluta. È su questo che si gioca la credibilità del mandato, prima ancora che sulle grandi visioni.
Sei donne. Il numero che pesa
Nell’aula Pietro Battaglia di Palazzo San Giorgio, su trentadue consiglieri, le donne sono sei. Poco meno del 19%. Nel 2020 erano quattro — con successivi subentri. Un miglioramento, certo. Ma ancora lontano da qualsiasi idea di rappresentanza equilibrata. Chi sono. MariaLuisa Curatola ha preso millequattrocentododici voti con Reggio Futura ed è la più suffragata del gruppo. Serena Mangano, eletta in Fratelli d’Italia con milleduecentosessanta preferenze, è il secondo nome per consensi. Filomena Iatì, anche lei in Reggio Futura e già presente nella consiliatura uscente, ha raccolto millenovantatré voti. Manuela Iatì — nessuna parentela, stessa lista civica del sindaco, ventitré anni, la più giovane in assoluto — ha convinto novecentoventinove elettori. Daniela De Blasio, che conosce bene i meccanismi istituzionali per aver ricoperto il ruolo di consigliera provinciale di Parità, è entrata con ottocentoottantotto voti in FdI. Miriam Pitasi chiude il gruppo con quattrocentocinque preferenze nella lista Insieme si può. Tutte e sei vengono dal centrodestra. Nel centrosinistra nessuna donna è riuscita a entrare in aula, nonostante candidature con un curriculum tutt’altro che leggero. Non è bastato. E Forza Italia, il partito che esprime il sindaco, non porta in consiglio nemmeno una rappresentante femminile. La doppia preferenza di genere è legge dal 2012. Tredici anni dopo, i numeri dicono che non è ancora sufficiente. C’è però una norma che obbliga i comuni sopra i tremila abitanti a garantire in giunta una quota minima del 40% per ciascun genere, ricorrendo anche a profili esterni se gli eletti non bastano. Il che vuol dire che alcune di queste sei consigliere finiranno probabilmente in giunta. Non per una scelta politica meditata. Per un obbligo di legge. La differenza non è piccola. Stasera alle 20 Cannizzaro firma e giura. Poi viene il difficile. Una città che gli ha dato quasi due terzi dei voti non gli ha firmato una cambiale in bianco. Gli ha dato una maggioranza senza alibi. Adesso si governa.
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