‘Ndrangheta e narcos, primo colpo nel processo Kleopatra: il latitante Arcorace nomina i difensori. Resta il nodo SkyEcc
Prima udienza preliminare a Catanzaro. Il 37enne è in fuga da quasi un anno e mezzo. Le questioni sull’Oei saranno valutate insieme al merito

CATANZARO La prima udienza preliminare del processo “Kleopatra” si apre con un primo colpo. In aula, infatti, la pm ha annunciato la nomina dei difensori di Cesare Antonio Arcorace, gli avvocati Vincenzo Sorgiovanni e Giuseppe Gervasi. Il 37enne di Locri, però, è latitante dal gennaio dello scorso anno, da quando cioè tra Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia era scattata l’operazione “Ostro” contro i presunti appartenenti alla potente cosca dei Gallace di Guardavalle, ma non solo. Arcorace, ricercato quindi da quasi un anno e mezzo, è il protagonista di un’altra operazione che prende addirittura il nome dal suo alias utilizzato nelle chat criptate: Kleopatra.
La latitanza di “Kleopatra”
Un “latitante di lusso” quindi il 37enne che, secondo l’accusa, sarebbe «partecipe alla cosca Gallace». In un capo d’accusa, ad esempio, Arcorace avrebbe «provveduto a sostenere la carcerazione di Vincenzo Pasquino in Brasile e a custodire somme di danaro che faceva interrare». Insieme ad altri indagati, inoltre, è accusato di aver importato e introdotto in Italia «in modo illecito da Serbia e Montenegro ma anche dalla Svizzera, armi da guerra».
Processo contro i Gallace
Davanti al Gup di Catanzaro si apre così il primo confronto processuale in un procedimento che vede al centro, tra gli altri, un presunto sistema criminale legato al traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica. Nel corso dell’udienza vengono sollevate diverse questioni preliminari, alcune delle quali analoghe a quelle già affrontate e decise nel procedimento “Ostro”. Il giudice prende atto delle eccezioni prospettate dalle difese e si riserva la decisione, rinviando il procedimento. Resta sullo sfondo anche il nodo delle chat criptate SkyEcc, acquisite dalla Francia attraverso un Ordine europeo d’indagine. Sul punto, però, il Gup ritiene che si tratti di questioni da valutare insieme al merito del procedimento e non in questa fase preliminare.
Il “caso” SkyEcc
Il tema delle conversazioni criptate resta comunque uno dei passaggi più delicati dell’intero fascicolo. Nei giorni scorsi, infatti, il sostituto procuratore generale della Cassazione, Raffaele Piccirillo, ha chiesto alla Suprema Corte di dichiarare inammissibile il ricorso presentato dalla Dda di Catanzaro contro il provvedimento con cui il Gup aveva disposto nuove verifiche sull’acquisizione delle chat Sky Ecc dalla Francia. La Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi il 9 giugno. Al centro non c’è il contenuto delle conversazioni, almeno in questa fase, ma il perimetro delle garanzie difensive nell’acquisizione di una prova formata all’estero e trasmessa all’autorità giudiziaria italiana attraverso gli strumenti di cooperazione europea.
Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati: Vincenzo Cicino, Mauro Ruga, Giuseppe Gervasi , Donato Francesco Iacopino, Guido Contestabile, Luca Cianferoni, Salvatore Staiano, Giuseppe Fonte, Sergio Rotundo, Vincenzo Sorgiovanni, Eleonora Ferrillo, Alfredo Arcorace, Gianpaolo Balzarelli, Angela Porcelli, Giuseppe Milicia. (g.curcio@corrierecal.it)
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