Proto al Corriere della Calabria: «Spopolamento, la sfida passa anche da foreste e formazione»
Il presidente del Corso di laurea in Scienze Forestali e Ambientali della Mediterranea dopo l’editoriale del direttore: «Il patrimonio naturale può diventare motore di sviluppo»

Gentile Direttore,
ho letto con grande interesse il Suo articolo «Oltre il cliché dello spopolamento» pubblicato sul Corriere della Calabria.
Tra le diverse storie e testimonianze riportate emerge, a mio avviso, un elemento comune che merita particolare attenzione: il profondo legame con la natura, l’ambiente, il territorio e le foreste, che rappresentano non soltanto una componente identitaria della Calabria, ma anche una concreta opportunità di sviluppo, innovazione e permanenza nelle aree interne. Molte delle esperienze da Lei raccontate sembrano infatti confermare come il patrimonio naturale possa diventare il motore di nuove forme di imprenditorialità, favorire il ritorno ai territori e contribuire alla valorizzazione delle comunità locali. Si tratta di una visione che il Corso di Scienze Forestali e Ambientali dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria promuove da oltre quarant’anni attraverso attività di formazione, ricerca e trasferimento di conoscenze al territorio. Un contributo che opera spesso lontano dai riflettori, ma che nel tempo ha consentito di formare professionisti, amministratori, tecnici e imprenditori capaci di cogliere le potenzialità delle risorse naturali calabresi e trasformarle in opportunità di crescita sostenibile. In questo contesto, numerose iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio ambientale, alla gestione sostenibile delle foreste, al turismo naturalistico e alla tutela del paesaggio trovano terreno fertile proprio nei percorsi formativi e culturali promossi dall’università. La formazione universitaria, infatti, non rappresenta soltanto un luogo di acquisizione di competenze tecniche, ma un autentico motore di innovazione sociale e territoriale, capace di generare idee, progettualità e nuove prospettive per le aree interne della Calabria. Pur non essendo sempre immediatamente percepibile, questo lavoro produce effetti concreti e duraturi sul territorio. Molte delle esperienze imprenditoriali e dei percorsi di valorizzazione delle risorse naturali che oggi osserviamo affondano le proprie radici proprio in quel patrimonio di conoscenze, sensibilità e visione che il mondo universitario contribuisce a costruire e diffondere. La cultura universitaria, del resto, non si limita a trasferire competenze, ma favorisce la nascita di consapevolezza, capacità progettuali e spirito d’iniziativa che spesso diventano il presupposto per scegliere di investire e costruire il proprio futuro in Calabria, valorizzandone le straordinarie risorse naturali. Per questo ho particolarmente apprezzato il taglio dell’articolo, che offre una narrazione diversa rispetto a quella, spesso riduttiva, dello spopolamento come fenomeno esclusivamente associato al declino, mettendo invece in luce esperienze che raccontano opportunità, resilienza e nuove prospettive di sviluppo territoriale.
P.S. A conferma di quanto sopra, e a titolo di semplice curiosità, Le segnalo che proprio in questi giorni una delegazione di studenti del Corso di Scienze Forestali e Ambientali, provenienti da diverse realtà della Calabria e prossimi al conseguimento della laurea, sta svolgendo uno stage pratico residenziale presso la Riserva Naturale Regionale Valli Cupe. Un’esperienza formativa che consente loro di confrontarsi direttamente con il patrimonio ambientale della nostra regione e di prepararsi a svolgere, come tecnici del futuro, un ruolo attivo nella sua tutela e valorizzazione.
Complimenti per il lavoro di approfondimento.
Cordiali saluti,
Andrea Rosario Proto,
Presidente del Corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali
Il ringraziamento
Gentile Prof,
La ringrazio per il Suo contributo e per aver condiviso il ruolo strategico del Corso di Scienze Forestali e Ambientali nella valorizzazione del territorio calabrese. È stimolante leggere come formazione e ricerca possano tradursi in esperienze concrete, capaci di trasformare le risorse naturali in opportunità. La segnalazione dello stage presso la Riserva delle Valli Cupe rappresenta un esempio concreto di come gli studenti dell’Università Mediterranea possano confrontarsi direttamente con il patrimonio ambientale della Calabria e contribuire alla sua tutela e valorizzazione. Apprezzo molto il Suo commento, che arricchisce il dibattito sulle prospettive delle aree interne della Calabria.
Paola Militano,
direttore del Corriere della Calabria