Santuario di Polsi, difficoltà di accesso e i fedeli chiedono chiarezza sul futuro
La replica del rettore don Tonino Saraco: appena avremo notizie certe le comunicheremo

ROMA “Da oltre un anno, attorno al Santuario di Polsi, sembra essersi creato un silenzio che molti fedeli definiscono assordante. Un silenzio che alimenta interrogativi, preoccupazioni e aspettative tra le migliaia di persone che, da generazioni, considerano Polsi non soltanto un luogo di culto, ma un simbolo identitario, spirituale e culturale della Calabria”. E’ quanto si legge in una lettera aperta di alcuni gruppi di fedeli che chiede “chiarezza” sul futuro del luogo mariano più famoso della Calabria. “Nel corso del 2025 – si ricorda nella nota dei gruppi organizzati per i pellegrinaggi a Polsi – si è discusso ampiamente delle difficoltà di accesso al Santuario. Le motivazioni comunicate riguardavano lavori e interventi che interessavano sia la viabilità sia la struttura religiosa. Una situazione che, pur compresa da molti come necessaria per consentire opere di miglioramento e restauro, ha inevitabilmente limitato l’arrivo dei pellegrini e dei visitatori. A distanza di mesi, però, numerosi fedeli – si legge nella lettera aperta di alcuni gruppi di pellegrini di Cinquefrondi e della Piana di Gioia Tauro – si pongono una domanda semplice: quale sarà il futuro di Polsi? Si parla della possibile riapertura della chiesa restaurata. Se ciò dovesse avvenire, rappresenterebbe certamente una notizia positiva per l’intera comunità religiosa. Ma cosa accadrà successivamente?”.
Sono alcuni degli interrogativi rivolti alle autorità preposte alla questione, ecclesiastiche e amministrative. Il rettore del santuario, don Tonino Saraco, replica: “Appena avremo notizie certe le comunicheremo”. Le domande poste dai pellegrini sul futuro del santuario sono molte e finora non hanno trovato risposta: “Quando sarà possibile tornare a raggiungere Polsi? Quando saranno pienamente ripristinate le vie di accesso? I pellegrinaggi tradizionali potranno tornare a svolgersi regolarmente?”.
“Quando mancano le informazioni, inevitabilmente crescono dubbi, interpretazioni e preoccupazioni”, conclude la nota. (Ansa)