Terremoto in Calabria, Ingv: «Evento raro ma noto alla scienza. Così si spiega la scossa»
Lucia Margheriti, direttrice dell’Osservatorio Nazionale Terremoti a Fanpage.it: «Sisma legato ai complessi movimenti della placca ionica sotto l’arco calabro»

Il terremoto di magnitudo 6.2 registrato nella notte al largo della costa calabra di Amantea è stato un evento «profondo e raro», legato ai complessi movimenti della placca ionica sotto l’arco calabro. A spiegarlo è Lucia Margheriti, direttrice dell’Osservatorio Nazionale Terremoti dell’INGV, intervistata da Fanpage.it.
Secondo la sismologa, si tratta di un fenomeno ben noto alla comunità scientifica ma poco frequente con questa intensità: «Quello di stanotte davanti alla costa calabra di Amantea è stato un terremoto profondo, un evento raro considerata la magnitudo. È da ricollegare al fenomeno della subduzione della placca ionica e dell’arco calabro», ha spiegato.
La profondità eccezionale, circa 250 chilometri, ha fatto sì che la scossa fosse percepita in un’area molto ampia del Sud Italia, fino alla Sicilia e alla Grecia, ma senza effetti distruttivi. «Essendo stato registrato ad una profondità di 250 chilometri è stato avvertito in quasi tutto il Sud Italia ma non ha provocato danni», ha aggiunto Margheriti.
Il meccanismo geologico alla base dell’evento è quello della subduzione: la placca ionica scende sotto l’arco calabro generando terremoti in profondità. «Questo fenomeno si chiama subduzione e avviene perché la placca calabra va sopra quella ionica e scende in profondità, rilasciando talvolta terremoti», ha spiegato la direttrice INGV.
Nonostante la magnitudo elevata, gli effetti al suolo sono stati limitati proprio per la profondità dell’evento. «La profondità elevata fa la differenza per il tipo di scuotimento che poi arriva in superficie», ha sottolineato Margheriti, precisando che terremoti di questo tipo tendono a dissipare gran parte dell’energia prima di raggiungere la crosta.
Anche il bilancio dei danni conferma questo quadro: «I più alti risentimenti nella zona della Calabria sono stati di quinto grado, nessun danno strutturale, almeno per quello che abbiamo saputo fino ad oggi».
Dal punto di vista sismologico, inoltre, non si registrano repliche significative. «Non ci sono state delle repliche e questo non è strano per un terremoto profondo», ha chiarito la studiosa, ricordando che questi eventi spesso si presentano come episodi isolati.
L’INGV continua comunque il monitoraggio costante del territorio. «La sala operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è attiva 24 ore su 24 e abbiamo un contatto diretto con la Protezione Civile», ha concluso Margheriti, ribadendo l’importanza della prevenzione in una regione ad alta sismicità come la Calabria.
L’episodio, pur senza conseguenze, conferma ancora una volta la necessità di attenzione e preparazione. «I terremoti in Italia ci sono e ci saranno sempre, ma possiamo convivere con essi e ridurre i danni con comportamenti corretti».
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