Vola Santino, meraviglioso galantuomo
È morto dopo un calvario iniziato con un’operazione ortopedica a cui è seguita una infezione che andava e veniva

Santino Garofalo è stato un uomo buono. E gli uomini autenticamente buoni non sono la maggioranza. È morto dopo un calvario iniziato con un’operazione ortopedica a cui è seguita una infezione che andava e veniva. Era un politico coraggioso. Amministratore a Carolei, poi segretario provinciale del CDU. Un medico che aveva diretto l’Inrca per una vita. Parlare di lui per me è difficile. Parlarne lucidamente è impossibile. Perché Santino per 15 anni è stato quasi sempre a casa mia. Tre volte insieme nel Trentino, al ritiro del Napoli. Una passione comune così forte che ci portava a memorabili superstizioni. Ma il dolore personale diventa rabbia per altre cose. Per la morte prematura e non casuale della meravigliosa moglie, Maria. Per una perdita che sento forte come lo strappo di una pelle nell’anima. Perché un uomo come lui meritava in vita di essere valorizzato. Era un uomo buono. E gli uomini così sono sculture viventi di una bellezza che non può essere mai dimenticata. Era caro agli Dei, Santino. E amava tantissimo la vita. Amarla sempre è il modo migliore per ricordarlo in eterno.