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Amministrative in Calabria, per il centrodestra saldo (molto) positivo. Centrosinistra a mani vuote

Per la coalizione di governo la sconfitta di San Giovanni in Fiore compensata dal trionfo di Castrovillari e dalle vittorie del primo turno. Il fronte progressista si dissolve nelle urne

Pubblicato il: 08/06/2026 – 19:27
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Amministrative in Calabria, per il centrodestra saldo (molto) positivo. Centrosinistra a mani vuote

LAMEZIA TERME Non c’è stato il “bottino pieno”, ma un saldo positivo sì, e anche estremamente positivo. L’analisi complessiva delle Amministrative in Calabria, con i ballottaggi di oggi, dice che il vincitore di questa tornata elettorale è sicuramente il centrodestra, che strappa al centrosinistra tre grandi centri come Reggio Calabria, Palmi e – buon ultimo – Castrovillari, vince, sia pure con una formula politica inedita, a Crotone e perde solo a San Giovanni in Fiore, ma comunque non a vantaggio della coalizione progressista.

Il centrodestra

Il secondo turno, che vedeva al voto come centri principali San Giovanni in Fiore e Castrovillari, in effetti, per la coalizione di governo in Calabria come a Roma dà un’indicazione “double face”. Il centrodestra infatti conquista una piazza che da 15 anni era appannaggio del centrosinistra, Castrovillari, con la vittoria di Anna De Gaio, di Fratelli d’Italia, sostenuta da una coalizione quasi classica di centrodestra. Castrovillari sicuramente compensa il dato di San Giovanni in Fiore, che invece registra la bruciante (e netta) sconfitta di Marco Ambrogio, assessore uscente del Comune guidato fino a pochi mesi fa dalla moglie, Rosaria Succurro, esponente di Forza Italia e oggi consigliere regionale. Sicuramente – a guardarla con il “senno del poi”- la candidatura di Ambrogio non è stata una scelta azzeccata, ma per sbarrare la strada ad Ambrogio, battuto da Antonio Barile, al ballottaggio si sono dovuti mettere insieme i tre candidati sindaci che lo sfidavano al primo turno. San Giovanni in Fiore e Castrolibero, che al primo turno ha detto no alla coalizione riconducibile all’attuale consigliere regionale della Lega Orlandino Greco, sono le uniche due “macchie” in un quadro complessivamente trionfante per la coalizione guidata in Calabria dal governatore Roberto Occhiuto. Lo schieramento di governo regionale (e nazionale) ha straripato a Reggio Calabria con il neo sindaco Francesco Cannizzaro, e a Crotone ha sostenuto la corsa del riconfermatissimo Vincenzo Voce, alfiere di un’alleanza tra civismo e centrodestra che si è ripetuta con altrettanta fortuna anche a Palmi, e ha “ribaltato” gli avversari a Castrovillari.

Il centrosinistra

Guardando i dati allo specchio, ovviamente, sempre limitatamente ai centri più importanti, il saldo di queste Amministrative è estremamente negativo per il centrosinistra e per il Pd in particolare, considerando che le altre forze della coalizione progressista, a partire dal M5S, a livello territoriale sono molto residuali in Calabria. Il centrosinistra infatti abdica pesantemente a Reggio Calabria, nonostante gli anni di governo con Giuseppe Falcomatà e, in parte, Mimmo Battaglia; a Crotone non si dimostra competitivo e subisce il “ribaltone” anche a Palmi e oggi a Castrovillari. Né il fronte progressista può fregiarsi dell’insuccesso del centrodestra a San Giovanni in Fiore, perché il neo sindaco Barile ha un passato politico nel centrodestra.

Il futuro

E ora che anche questo “snodo” delle Amministrative è stato superato, che cosa accadrà nell’immediato? Si tratterà di capirlo nei prossimi giorni. Per la maggioranza di centrodestra – spiegano gli analisti – uno snodo atteso nel futuro più o meno prossimo potrebbe essere l’ampliamento della Giunta regionale annunciato da tempo da Roberto Occhiuto, con l’ingresso di un assessore per la Lega e uno per Noi Moderati: su questo passaggio il dato del voto, soprattutto quello di San Giovanni in Fiore, potrebbe non essere neutro. Quanto al centrosinistra, sicuramente sarà il momento della riflessione, un mento propedeutico a una ricostruzione ormai ineludibile: dopo il già fallimentare bilancio del primo turno, in una nota piuttosto asettica il Pd aveva rinviato ogni ragionamento a dopo i ballottaggi. Fatti i ballottaggi, allora, è arrivata l’ora dei ragionamenti, e forse di qualche redde rationem. (a. cant.)

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