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L’operazione

Fondi sottratti al Comune di Vazzano, sequestrati 462mila euro a 11 indagati

Nel mirino un ex responsabile dell’area Affari generali dell’ente. Secondo le indagini, avrebbe gestito per anni i pagamenti comunali disponendo della smart card del tesoriere

Pubblicato il: 10/06/2026 – 13:27
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Fondi sottratti al Comune di Vazzano, sequestrati 462mila euro a 11 indagati

VIBO VALENTIA Oltre 228 mandati di pagamento ritenuti illeciti e somme sottratte all’Ente pubblico locale di Vazzano, nel Vibonese, per circa 462mila euro. È il quadro ricostruito dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia nell’inchiesta che ha portato, nelle prime ore della mattina del 10 giugno 2026, all’esecuzione di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di 11 persone. Il provvedimento è stato eseguito da un dispositivo composto da personale dei Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Secondo quanto emerso dalle indagini, tra il 2015 e il 2024 gli indagati si sarebbero appropriati di somme sottratte al Comune di Vazzano. L’attività investigativa prende avvio da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 presso una Stazione dei Carabinieri da alcuni amministratori dell’ente.

Le incongruenze

Al centro della segnalazione, alcune incongruenze tra i destinatari dei pagamenti effettuati dal Comune e gli effettivi beneficiari delle somme. La Procura di Vibo Valentia, informata dagli operanti, ha inizialmente disposto sequestri preventivi per oltre 200mila euro nei confronti dei primi indagati. Successivamente il fronte investigativo è stato ampliato con il coinvolgimento del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Le Fiamme gialle hanno quindi proceduto all’analisi della contabilità dell’ente per il periodo compreso tra il 2015 e il 2025, individuando oltre 228 mandati di pagamento illeciti. Sulla base degli accertamenti, il principale indagato risponde del reato di peculato per essersi appropriato autonomamente di ulteriori somme pari a 179.002,17 euro e, in concorso con altri 10 indagati, di complessivi 283.458 euro. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe emerso un meccanismo attraverso il quale ingenti somme di denaro, quantificate complessivamente in 462.460 euro, appartenenti a un Comune delle Serre vibonesi, sarebbero state drenate in favore di un ex dipendente, di soggetti privati, imprenditori, associazioni ed enti ritenuti concorrenti nelle condotte contestate.

L’ex responsabile

Figura centrale dell’inchiesta è l’ex responsabile dell’area Affari generali dell’ente pubblico, in pensione dal gennaio 2022 e successivamente collaboratore della stessa area fino all’ottobre 2024. In ragione dell’incarico ricoperto, avrebbe gestito direttamente i pagamenti dell’ente, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’iter delle procedure di liquidazione e pagamento. Secondo gli investigatori, negli anni sarebbe stato di fatto l’unico dipendente comunale in grado di operare sui sistemi contabili. L’indagato avrebbe proceduto alla distrazione delle risorse dell’ente attraverso la liquidazione di falsi mandati di pagamento in favore di terzi, tra professionisti, imprenditori, rappresentanti di enti o associazioni, privi di qualsiasi titolo creditorio e in assenza di documentazione giustificativa. In alcuni casi, secondo quanto ricostruito, il denaro sarebbe confluito direttamente nella disponibilità del principale indagato e i soggetti terzi sono risultati estranei all’indagine. In altre ipotesi, invece, le investigazioni hanno portato a contestare il concorso nel delitto di peculato insieme all’ex dipendente.

Il sequestro

All’esito delle indagini, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto il sequestro di liquidità e, in via alternativa, il sequestro per equivalente sui beni nella disponibilità degli 11 indagati. Sono stati sottoposti a vincolo conti correnti, immobili e altri beni mobili registrati fino alla concorrenza dell’intero importo indicato nel provvedimento giudiziario. (redazione@corrierecal.it)

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