Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 8:54
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

Un libro tira l’altro

“Cella 121”, il romanzo della caduta e della solitudine

Attilio Sabato racconta la parabola di un politico travolto dalla giustizia e dalla gogna pubblica

Pubblicato il: 20/06/2026 – 7:31
di Antonio Chieffallo
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
“Cella 121”, il romanzo della caduta e della solitudine

LAMEZIA TERME Attilio Sabato, giornalista e scrittore, di storie ne ha raccontate molte nel suo percorso letterario. Nelle vesti di saggista e, successivamente, di romanziere, ha scavato nelle vicende politiche e sociali senza mai rinunciare a percorrere i sentieri più nascosti dell’animo umano.
Cella 121, “pubblicato da pellegrini editore” è una storia che parla di ingiustizia, politica, libertà, complotti, dolore e gogna mediatica. È un romanzo che porta il protagonista e, con lui, il lettore, a fare i conti con il rapporto tra i comportamenti dell’uomo e le dinamiche interiori che li generano.
La figura principale del romanzo è Cristiano Mezzatesta, un politico di successo che, improvvisamente, si ritrova imprigionato nelle maglie della giustizia italiana. Finisce in carcere, costretto ad affrontare un mondo fino ad allora sconosciuto. Da uomo stimato e riverito viene scaraventato nei gironi infernali dell’isolamento e dell’abbandono.
Deve subito fare i conti con la solitudine: «Ho conosciuto il silenzio, l’umiliazione. I miei amici si sono dissolti, hanno fatto a gara nel prendere le distanze. Mi hanno condannato ancora prima del processo. Non mi resta che questo: commiserazione, pentimento, pietà». Accanto a questo prende corpo il tema della libertà perduta: «Appena il portellone si chiude, il suono metallico della serratura risuona come un sigillo sulla vita perduta». Importante, nel corso del racconto, è anche il ruolo dei rumori e dei suoni che scandiscono la vita di Mezzatesta in carcere e finiscono per diventare essi stessi un sigillo dell’anima.
In un percorso narrativo caratterizzato da una serie di colpi di scena, che costringono il lettore a rimanere incollato fino all’ultima riga, emergono temi che segnano profondamente la vita e la società contemporanea. C’è il ricorso alla gogna come strumento attraverso il quale si manifesta la barbarie dell’uomo; c’è la drammatica condizione del mondo carcerario, che emerge con il suicidio di Gigino Esposito; c’è, ancora, il ruolo di una politica che troppo spesso si muove tra intrighi, affari poco limpidi e scontri all’ultimo sangue, nei quali non sono previsti esclusioni di colpi. La scrittura di Attilio Sabato cattura e costringe alla riflessione attraverso le vicende di un uomo che, dopo l’esperienza del carcere, non sarà mai più lo stesso. «Ho vissuto tempeste senza arcobaleni e notti senza luna».

Rivedi la puntata:

Argomenti
Categorie collegate

x

x