Sistema bibliotecario vibonese ancora nel caos, Romeo si dimette da presidente. L’opposizione attacca
Il primo cittadino di Vibo, eletto nel 2024 alla guida dell’ente, ha rassegnato le dimissioni. Cuore Vibonese: «Un’occasione storica persa»
VIBO VALENTIA Il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo si è dimesso dalla carica di presidente del Sistema bibliotecario vibonese. La decisione è stata comunicata tramite lettera all’assemblea dei sindaci, in cui spiega che è stata maturata in seguito alla «grave situazione di crisi» in cui versa il Sistema. In particolare, il primo cittadino del capoluogo, che era stato eletto nel 2024 dopo i mandati di Fabio Signoretta e Corrado L’Andolina, parla nella lettera di dimissioni sia del mancato raggiungimento del quorum nelle ultime due sedute dell’Assemblea, sia per la grave crisi finanziaria «non addebitabile alla gestione degli ultimi anni». Infine per «l’impossibilità oggettiva di esercitare adeguatamente la funzione da presidente in assenza di una compagine assembleare stabile e operativa».
Forti critiche dall’opposizione
La decisione ha suscitato forti critiche da parte dell’opposizione al Comune di Vibo Valentia. «Le dimissioni di Enzo Romeo dalla presidenza del Sistema Bibliotecario Vibonese rappresentano, per il nostro gruppo politico, la conclusione fallimentare di una fase che avrebbe dovuto segnare una svolta per il principale presidio culturale della provincia». Ad affermarlo è il gruppo consiliare Cuore Vibonese, con i consiglieri comunali Giuseppe Cutrullà, Giuseppe Calabria, Danilo Tucci e Giuseppe Russo. «Quando Romeo venne eletto alla guida del Sistema Bibliotecario Vibonese, nel 2024, con il voto unanime dei Comuni aderenti, si era creata un’aspettativa forte: quella di affidare a una figura istituzionale di primo piano il compito di risanare l’ente, rilanciarne il ruolo e restituirgli una prospettiva di crescita. Quella che doveva essere una stagione di rinascita si è trasformata invece nell’ennesima occasione perduta. Il sindaco Romeo e l’assessore alla Cultura del Comune di Vibo Valentia avevano la responsabilità politica di costruire un progetto credibile per il rilancio del Sistema Bibliotecario, ma hanno dimostrato, a nostro giudizio, di non avere la capacità amministrativa e la visione necessarie per affrontare una sfida così importante».
Il Festiva Leggere & Scrivere
«Un fallimento che riguarda anche la capacità di valorizzare le grandi iniziative culturali legate al Sistema, a partire dal Festival “Leggere & Scrivere”, manifestazione che negli anni ha rappresentato un appuntamento di rilievo per il territorio, capace di portare a Vibo autori, intellettuali e attenzione nazionale. Anche su questo fronte, invece di consolidare e rafforzare un patrimonio costruito nel tempo, si è assistito a un progressivo indebolimento di quella spinta propulsiva che avrebbe dovuto trasformare la cultura in un vero motore di sviluppo. Il problema non era soltanto quello di gestire un’emergenza finanziaria, ma di immaginare un futuro diverso: creare sinergie con istituzioni, scuole, università, associazioni e realtà culturali, difendere il ruolo del Sistema Bibliotecario come punto di riferimento provinciale. È proprio questa visione complessiva che è mancata».
«La cultura vibonese merita un progetto vero»
«La cultura non può essere affidata agli annunci o alle dichiarazioni di principio. Servono programmazione, competenza e capacità di trasformare le opportunità in risultati concreti. La vicenda del Sistema Bibliotecario Vibonese dimostra, secondo noi, l’incapacità dell’attuale amministrazione di dare seguito alle promesse di rilancio. Oggi il territorio si ritrova con un ente ancora in difficoltà e con il peso di un’altra occasione mancata. Romeo e l’assessore alla Cultura avevano la possibilità di aprire una nuova stagione per la cultura vibonese: hanno invece lasciato irrisolti i problemi e indebolito ulteriormente un patrimonio che appartiene all’intera provincia. La città e il territorio meritano risposte, non soltanto annunci. La cultura vibonese merita un progetto vero, non l’ennesima promessa disattesa».
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