«Da Papa Leone XIV a Lampedusa parole di altissimo valore sussidiario»
«Accoglienza e legalità camminano insieme»

«Le parole pronunciate da Papa Leone XIV durante la sua storica visita pastorale a Lampedusa tracciano la rotta per una gestione finalmente umana, lucida e pragmatica del fenomeno migratorio. Come riformisti calabresi, facciamo nostro il suo appello, condividendone pienamente lo spirito e la visione strutturale».
Lo dichiara in una nota il Segretario dei riformisti in Calabria, Salvatore Magaró. «Il Pontefice – continua la nota – ha toccato il cuore del problema indicando una sintesi perfetta che supera ogni sterile ideologia: l’accoglienza e il rispetto delle regole non sono concetti in contraddizione, ma due pilastri della medesima strategia di civiltà. Da un lato abbiamo il dovere morale, cristiano e umanitario di salvare vite umane e garantire una prima assistenza dignitosa a chi fugge da scenari di guerra e miseria assoluta. Dall’altro, vi è l’imprescindibile necessità di far rispettare la legalità, le norme di sicurezza e i patti internazionali, elementi senza i quali l’integrazione si trasforma in caos e sfruttamento».
Secondo il Segretario Magaró la Calabria vive quotidianamente in prima linea questa dinamica: «Le nostre coste sono costantemente approdo di speranza. I nostri sindaci, le associazioni e i cittadini dimostrano un cuore immenso, ma i territori non possono essere lasciati soli. Serve che l’Europa e il Governo nazionale diano seguito al monito del Papa, attivando corridoi umanitari sicuri, flussi regolari e investimenti reali nei Paesi d’origine». «Il messaggio di Lampedusa – conclude il Segretario calabrese – deve diventare il manifesto di una nuova politica riformista delle migrazioni: fermezza nel contrastare i trafficanti di uomini, rigore nel far rispettare le leggi dello Stato, ma assoluta umanità nel tendere la mano a chi soffre».