Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 10:36
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

nuova escalation del conflitto

Iran-Usa, Hormuz riaccende la crisi

Le forze militari americane colpiscono 140 obiettivi iraniani

Pubblicato il: 12/07/2026 – 10:00
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Iran-Usa, Hormuz riaccende la crisi

ROMA Nuova alba di bombe sull’Iran. L’intervento statunitense è scattato dopo l’ennesimo attacco dei pasdaran contro una portacontainer nello Stretto di Hormuz che ha provocato l’incendio del mercantile ed ha costretto l’equipaggio ad abbandonarlo. “Le forze americane sono intervenute dopo che le Guardie Rivoluzionarie hanno attaccato in modo sfacciato la nave GFS Galaxy battente bandiera cipriota”, ha specificato il Comando Centrale degli Stati Uniti, che coordina le operazioni militari di Washington in Medio Oriente. Sarebbero 140 i siti missilistici, i mezzi navali, i depositi di munizioni, le reti di comunicazione e le postazioni di sorveglianza costiera raggiunte. Una fiammata bellica seguita al delirante manifesto di vendetta contro Trump, Netanyahu e tutti i leader occidentali – fra i quali la Premier Giorgia Meloni – lanciato dalla nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ferito ma miracolosamente sopravvissuto al bombardamento israelo-americano del 28 febbraio che ha ucciso il padre Alì e quasi tutti i familiari. Un’incitazione tribale alla vendetta che mobilita tutti i fondamentalisti e i lupi solitari islamici del mondo. Un manifesto, con tanto di foto dei leader nel mirino, preceduta dalle farneticanti minacce di Trump di cancellare l’Iran dalla faccia della terra, seguite fino all’altro ieri dall’annuncio del tycoon dei “mille e poi ancora altri mille missili puntati contro la Repubblica islamica”. Il contrasto, all’interno del regime, fra trattativisti e guerrafondai, ha determinato l’adozione speculare da parte dell’Amministrazione americana della cosiddetta dottrina “pace e bombe”: negoziati e bombardamenti. Washington tiene aperto il canale delle trattative ma risponde con bombardamenti sempre più pesanti a ogni attacco dei pasdaran. Il fuoco incrociato arriva dopo il violento manifesto di Mojtaba Khamenei che giura di vendicare il padre e incita alla vendetta i fondamentalisti islamici di tutto il mondo. Una presa di posizione che fa temere che a Teheran abbia preso definitivamente il sopravvento l’ala più radicale del regime. “Per gli Stati Uniti” – scrive il Wall Street Journal – “neutralizzare la presa dell’Iran sullo Stretto di Hormuz è fondamentale per costringere Teheran ad assumere una posizione più flessibile sulle questioni su cui gli Usa vogliono concentrarsi nei colloqui, soprattutto la limitazione del futuro programma nucleare iraniano”. Il mancato controllo e il persistente blocco dello stretto, una delle questioni centrali, tra le numerose rimaste irrisolte nell’accordo provvisorio fra americani e iraniani, allarma non poco i mercati internazionali e torna a condizionare pesantemente l’economia mondiale. Allarme che sta facendo riflettere le capitali europee sul fatto che la plateale circostanza delle gravi minacce rivolte ai leader dei paesi Nato possa fare scattare l’articolo cinque dell’alleanza atlantica, ovvero l’intervento comune a difesa di una nazione sotto attacco. Un attacco che riguarderebbe la Nato al completo. (Italpress)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x