«Lo zio a quanto te la passa?». «32 sempre». Ecco come funzionavano le forniture di cocaina dalla Calabria al Salento
Nell’inchiesta della Dda di Lecce anche i pagamenti dilazionati e l’arresto del corriere che interrompe il presunto canale di approvvigionamento
«Lo zio a quanto te la passa?». «Trentadue, sempre». È una delle intercettazioni che meglio raccontano il rapporto tra il gruppo salentino finito al centro dell’operazione “Whisper” e il presunto canale calabrese di approvvigionamento della cocaina. Due battute, riportate nelle 923 pagine dell’ordinanza firmata dal gip Valeria Fedele, che secondo gli investigatori fisserebbero anche il prezzo della droga: 32 mila euro per ogni chilogrammo. L’intercettazione è uno dei numerosi tasselli dell’inchiesta che il 10 luglio scorso ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari tra Puglia, Basilicata, Lazio e Calabria. Se il provvedimento della Direzione distrettuale antimafia di Lecce ricostruisce un’organizzazione capace di rifornirsi di eroina attraverso un gruppo di cittadini albanesi attivo tra Policoro e Scanzano Jonico, sul fronte della cocaina descrive invece un rapporto stabile con il canale calabrese, fatto di forniture periodiche, pagamenti dilazionati e continui contatti con i referenti individuati dagli investigatori.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, tra l’ottobre 2022 e il gennaio 2023 il gruppo avrebbe ritirato, attraverso il fornitore indicato come “lo zio”, almeno 13,125 chilogrammi di cocaina, suddivisi in tre distinti viaggi. Il primo, interamente documentato dagli investigatori, risale al 20 gennaio 2023; il pagamento, invece, sarebbe stato effettuato solo successivamente, in due diverse tranche, il 1° e il 27 marzo, elemento che secondo gli inquirenti dimostrerebbe un rapporto commerciale ormai consolidato tra acquirenti e fornitori. Gli altri due approvvigionamenti vengono ricostruiti attraverso le dichiarazioni degli indagati e l’analisi delle celle telefoniche agganciate dal telefono di Alessandro Stelitano, ritenuto il corriere incaricato di trasportare la cocaina per conto dello “zio”.
L’ordinanza aggiunge anche un altro particolare. Già il 19 ottobre 2022, circa un mese e mezzo prima dell’arresto di Alessandro Greco, gli investigatori intercettano una conversazione nella quale il presunto promotore del sodalizio parla della necessità di procurarsi un’autovettura “preparata” per il trasporto dello stupefacente. Come modello indica una Kia utilizzata, a suo dire, da un soggetto proveniente da Reggio Calabria, dotata di un vano nascosto ricavato dietro il sedile posteriore e azionabile attraverso un meccanismo elettrico. Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe avuto la funzione di occultare lo stupefacente durante il trasporto.
Le intercettazioni hanno consentito, dunque, agli investigatori di attribuire un valore economico preciso alle forniture. In una conversazione del 7 aprile 2023, Giuseppe Ambrogio Condina, il trentacinquenne di Mongiana indicato dagli investigatori come referente calabrese per gli approvvigionamenti di cocaina, chiede a Davide Corlianò, ritenuto il referente del gruppo salentino nei rapporti con i fornitori: «Lo zio a quanto te la passa? A 33?». La risposta è immediata: «32 sempre». Per gli inquirenti quel dialogo conferma che il prezzo praticato dal fornitore calabrese era di 32 mila euro per ogni chilogrammo di cocaina. Lo stesso importo emerge anche in un’altra conversazione del 14 marzo con Antonio Baldassarre, nella quale Corlianò ragiona sul margine economico ricavabile dalla rivendita di dieci chilogrammi di stupefacente, spiegando che, acquistandoli a 32 mila euro al chilo, il guadagno sarebbe stato di circa 80 mila euro.
La ricostruzione accusatoria individua anche l’episodio che interrompe, almeno temporaneamente, questo canale di approvvigionamento. Un ulteriore carico di due chilogrammi di cocaina, secondo il gip, non sarebbe mai arrivato a destinazione perché il 6 aprile 2023 Alessandro Stelitano (di Melito Porto Salvo) viene fermato e arrestato dalla Guardia di finanza di Locri mentre trasporta 5,5 chilogrammi di cocaina. Per gli investigatori è proprio quell’arresto a impedire il perfezionamento dell’ennesima consegna destinata al gruppo salentino e, allo stesso tempo, ad aprire nuovi approfondimenti investigativi che porteranno a individuare un secondo canale di approvvigionamento riconducibile a Giuseppe Ambrogio Condina. (f.v.)
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