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la denuncia

«Operazione verità sulla sanità. Tra quanto si racconta sui social e la realtà c’è un divario drammatico»

Conferenza stampa dei vertici della Cgil Calabria: «Liste d’attesa interminabili, pronto soccorso sovraccarichi e sanità territoriale al palo»

Pubblicato il: 27/07/2026 – 17:29
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CATANZARO «Le ragioni di questa conferenza stampa sono chiare: fare un’operazione verità. Il Pnrr è terminato e non ci sono più alibi. Le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità e le altre strutture promesse sono ancora attese. Intanto si continua a parlare di nuovi ospedali e di investimenti importanti, ma si tratta di opere che, se saranno realizzate, vedranno la luce tra dieci o quindici anni. I calabresi, invece, hanno bisogno di risposte oggi». Lo ha detto il segretario della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, in una conferenza stampa a Catanzaro per discutere della situazione della realtà calabrese: con trotta sono intervenuti anche Ferdinando Bruno Schipano, segretario generale Fp Cgil Calabria, Ivan Potente, Segretario Fp Cgil Medici Calabria, e Carmelo Gullì, segretario generale Spi Cgil Calabria. «L’uscita dal commissariamento – ha proseguito Trotta – è stata celebrata con entusiasmo, ma non ha risolto i problemi della sanità calabrese. Anzi, ha evidenziato quanto siano ancora numerose le criticità. Inoltre resta il vincolo del piano di rientro, che limita le risorse disponibili: è da lì che bisogna uscire per poter rilanciare davvero il sistema sanitario. È arrivato il momento di affrontare la sanità senza logiche di appartenenza politica. Se diventa uno strumento di campagna elettorale, ogni pochi mesi assistiamo a nuovi annunci, mentre i cittadini continuano a fare i conti con liste d’attesa interminabili, pronto soccorso sovraccarichi e una sanità territoriale che ancora non decolla».

«Divario evidente tra quanto si racconta sui social e la realtà»

Secondo i dirigenti della Cgil Calabria «al di là dell’impiego dei medici cubani, necessario per evitare la chiusura di alcuni ospedali, e dell’acquisto di nuove attrezzature grazie ai fondi del Pnrr, il problema di fondo resta lo stesso: i calabresi continuano a non ricevere le risposte di cui hanno bisogno. Se il principale ospedale di riferimento per molti calabresi è fuori dalla Calabria, significa che qualcosa non funziona. Diamo ai cittadini la possibilità di avere fiducia nella propria sanità, con strutture adeguate, medici e infermieri messi nelle condizioni di lavorare al meglio e in sicurezza.Il nodo è proprio questo: agli annunci non corrispondono risultati concreti. E la realtà che vivono ogni giorno i calabresi è molto diversa da quella raccontata». La Cgil Calabria inoltre ha evidenziato che «tra quanto si racconta sui social e sulla stampa e la realtà c’è un divario evidente. Il monitoraggio Lea 2024 certifica una sanità calabrese gravemente insufficiente, soprattutto sul fronte della prevenzione. Eppure i cittadini calabresi continuano a pagare le aliquote Irap e Irpef più alte per finanziare un servizio che non riesce a garantire risposte adeguate. La mobilità sanitaria continua a crescere: nel 2024 sono stati spesi 304 milioni di euro per cure fuori regione, diventati 327 milioni nel 2025. Una tendenza che non può continuare. Chiediamo la definitiva uscita dal commissariamento e dal piano di rientro, maggiori finanziamenti e un piano straordinario di assunzioni per ridurre le liste d’attesa e rafforzare la sanità territoriale e la prevenzione. Il nostro confronto con la Regione – hanno concluso – è sempre stato costruttivo. Abbiamo sostenuto, ad esempio, la battaglia per il finanziamento dei nuovi ospedali e ne riconosciamo i risultati. Ma abbiamo anche il dovere di denunciare le criticità che continuano a pesare sulla vita dei cittadini. La nostra non è una posizione strumentale: riconosciamo ciò che funziona, ma diciamo con chiarezza ciò che ancora non va». (a. c.)

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