Emodinamica, nefrologia e dialisi, i nodi che riaccendono la protesta sulla sanità vibonese
Domani sit-in delle associazioni in Cittadella contro il servizio “itinerante”. L’Asp prova a ridimensionare le polemiche e ribadisce che non è una soluzione definitiva
VIBO VALENTIA Tornano a protestare i cittadini della provincia di Vibo Valentia contro le condizioni in cui versa la sanità vibonese. Dopo le manifestazioni che negli ultimi mesi hanno raccolto centinaia di persone nelle piazze vibonesi, la protesta si sposta di fronte la Cittadella, con un sit-in convocato per domattina dalle principali associazioni del territorio: l’osservatorio civico Città Attiva, il comitato San Bruno e il comitato Costa degli dei si ritroveranno di fronte la Regione per contestare, in primis, la delibera della Giunta n.400 del 21 luglio 2026, già “bocciata” durante l’ultima conferenza dei sindaci. Il provvedimento ha escluso la provincia vibonese dalla rete dell’emodinamica H24, proponendo in alternativa un servizio “itinerante” per alcune sedi calabresi, tra cui Vibo Valentia.
La protesta sull’emodinamica
Una soluzione che cittadini istituzioni vibonesi continuano a contestare, ribadendo il dissenso espresso nell’ultima Conferenza dei sindaci e sottolineando come Vibo Valentia rappresenti ancora una volta, a loro giudizio, la «provincia più penalizzata della Calabria». In difesa del progetto della Regione erano, tuttavia, scesi in campo i cardiologi calabresi, che avevano definito l’emodinamica itinerante come un’ottima soluzione “temporanea” in attesa che si predisponga un servizio più stabile. Alla base della scelta, come spiegato anche dai vertici dell’Asp vibonese, le direttive ministeriali che avrebbero imposto alla Regione questa scelta.
L’Asp ribadisce: una soluzione “temporanea”
Le stesse spiegazioni sono state ribadite anche nell’incontro svoltosi ieri tra il comitato ristretto dei sindaci e l’Asp, con il commissario Angelo Vittorio Sestito e il direttore sanitario Ilario Lazzaro, il direttore della Cardiologia di Vibo Michele Comito, la direttrice del Presidio ospedaliero Antonella Ascoli, la direttrice della Gestione Tecnico Patrimoniale, Michela Soriano, e il direttore del dipartimento Emergenza e Urgenza e Accettazione Vincenzo Natale. Primi cittadini e vertici dell’Azienda hanno individuato un percorso comune, sottolineando ancora una volta come l’emodinamica itinerante abbia l’obiettivo di «garantire una risposta sanitaria qualificata e tempestiva, senza pregiudicare in alcun modo la prospettiva della realizzazione di una struttura ordinaria di Emodinamica nel territorio vibonese».
Gestibili il 95% delle casistiche
In sostanza, l’emodinamica itinerante garantirà «il 95% delle casistiche gestibili entro le 72 ore» direttamente presso lo Jazzolino di Vibo Valentia, dove sono già stati pianificati i lavori di adeguamento dell’ex sala operatoria, senza trasferire i pazienti in altre strutture ospedaliere. Inoltre, spiega l’Asp, dall’esperienza dell’emodinamica itinerante si potranno creare le condizioni per un servizio stabile, anche – «attraverso l’utilizzo di risorse proprie del bilancio dell’Asp».
Dalla dialisi alla risonananza magnetica, le proteste dei cittadini
Le rassicurazioni non fermano la protesta, che punta ad accendere i riflettori anche su altre criticità della sanità vibonese. Tra queste, quelle relative alla rete nefrologica e dialitica, di recente oggetto di una diffida da parte delle associazioni: la forte carenza di personale, riconosciuta anche dall’Asp, rischia – secondo le associazioni – di rallentare il servizio e creare disservizi. Per questo non vengono ritenuti sufficienti i due posti destinati a Vibo Valentia da Azienda Zero nella procedura per il reclutamento dei dirigenti medici destinati alla Nefrologia. Le associazioni hanno poi rivolto l’attenzione anche sull’acquisto di una risonanza magnetica da 1,2 milioni di euro da parte dell’Asp annunciato a settembre: solo a giugno, dopo nove mesi, è stata formalizzata l’aggiudicazione, con tempistiche ritenute dai comitati «inaccettabili» soprattutto per la «mancata trasparenza». «L’Asp – è la richiesta avanzata dall’osservatorio Città Attiva – deve rendere pubblico il cronoprogramma effettivo dell’intervento, indicando le fasi ancora da completare e la data prevista per la messa in funzione della nuova risonanza magnetica». (ma.ru.)
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