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la ricorrenza

«Fino a quando, Signore?». Il dolore del Papa per Gaza

Il Pontefice ha scritto un messaggio whatsapp al parroco di Gaza

Pubblicato il: 05/10/2026 – 19:21
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CITTA’ DEL VATICANO “Fino a quando, Signore?”: sono le parole del Papa che esprimono tutto il suo dolore per le morti e distruzioni a Gaza. E’ la sofferenza per una guerra che dopo tre anni sembra non trovare una via d’uscita, quella di Leone XIV che, alla vigilia dell’anniversario del 7 ottobre, ha scritto un messaggio whatsapp al parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli. “Buongiorno, padre Gabriel. Da quando ho appreso la dolorosa notizia della morte di Maysa e Mary, prego Dio per loro, per le loro famiglie e per l’intera comunità di Gaza. Fino a quando, Signore?”, scrive il Papa citando il Salmo 13. Poi le parole di conforto rivolte ad un prete, padre Romanelli, che non si è mai mosso dalla sua parrocchia nella Striscia nonostante anni difficili e dolorosi. “Grazie per l’accompagnamento alla parrocchia e a tante persone che desiderano vivere in pace. Benedizioni, un abbraccio affettuoso”, il saluto del Pontefice. Nella comunità cristiana in Terra Santa l’anniversario del 7 ottobre è vissuto ancora con tanta incertezza. I raid a Gaza proseguono, in Cisgiordania resta l’offensiva dei coloni, i pellegrinaggi, prima fonte economica per i cristiani, non sono mai ripresi nei numeri del passato. Anche le strutture di ospitalità dei francescani lavorano a singhiozzo. Ma a pesare è il dolore della gente: “La tragedia deve essere fermata per non buttare via altre vite – dice padre Ibrahim Faltas – e ridare un senso profondo ad ogni vita. Fermiamo questi tre anni dolorosi, senza dimenticare il dolore, ricordando di rispettare sempre la vita e la pace, l’amore per la verità e per la giustizia”, è l’appello del francescano che è responsabile delle scuole di Terra Santa. Intanto in Italia scoppia una polemica sul conferimento, da parte della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, del ‘Phd honoris causa’ al Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa. “L’esaltazione di una figura di pace e dialogo come il cardinale Pizzaballa, nasconde il ruolo attivo della governance e di alcuni istituti di ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, così come del governo italiano, all’interno del complesso tecno-industriale che permette sempre più guerre e crimini in tutto il mondo”. A sottolinearlo è il movimento ‘Sant’Anna for Palestine’ composto da allievi e ricercatori della Scuola superiore pisana, che afferma: “Nonostante il nostro apprezzamento per l’iniziativa, ci sentiamo fortemente preoccupati per il contesto in cui tale cerimonia si terrà, vale a dire all’interno di un’istituzione che ancora non ha fatto i conti con le sue contraddizioni”. (Ansa)

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