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Agriturismo tra tradizione e sviluppo: al Forum Agriturist di Rimini i dati del comparto

L’agriturismo sta vivendo una fase non solo di consolidamento, ma anche di riflessione sull’importanza crescente che ricoprirà nel futuro del settore primario

Pubblicato il: 16/10/2026 – 13:50
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RIMINI L’agriturismo sta vivendo una fase non solo di consolidamento, ma anche di riflessione sull’importanza crescente che ricoprirà nel futuro del settore primario. Questa è stata la traccia che ha guidato i lavori delle due giornate del Forum di Agriturist che quest’anno si è tenuto a Rimini, in due location distinte: la storica Tenuta del Monsignore, che ha ospitato una giornata di lavori dedicata ai soci, e il TTG-Travel experience, l’esposizione internazionale sul turismo che si chiude oggi alla Fiera Rimini, dove l’associazione di Confagricoltura ha partecipato con un proprio stand e con un importante convegno che ha delineato lo stato dell’arte del comparto.
La ricezione turistica si conferma uno dei canali più importanti per le aziende agricole che vogliono investire sulla diversificazione della propria attività. La propensione alla multifunzionalità è sempre più forte tra le imprese del settore primario, che stanno attraversando una fase particolarmente difficile per diversi fattori: il clima, che colpisce le produzioni, la crisi geopolitica, che fa lievitare i costi di produzione e colpisce il potere d’acquisto dei cittadini, e gli scambi commerciali internazionali.
Una “policrisi”, come l’ha definita il direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi, da affrontare con nuove strategie non solo produttive, ma anche di vendita dei propri prodotti. Bisogna, quindi, mettere le imprese agricole nelle condizioni di poter affrontare la sfida “con progetti di formazione del personale e con strumenti per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”, ha aggiunto il dg facendo riferimento a ConfagriJob, la piattaforma realizzata da Confagricoltura insieme a Indeed e Umana.
“Le imprese agricole e zootecniche sono le protagoniste del settore agrituristico con le loro produzioni e le loro strutture – ha dichiarato il presidente di Agriturist, Augusto Congionti –. Gli agriturismi devono rappresentare il giusto equilibrio tra passato e futuro, tra identità, tradizione e innovazione”. Una formula vincente, confermata dai dati sul settore e le case history raccontate durante i due giorni di forum.
Sono 33 milioni i turisti (di cui 18,5 stranieri, in crescita del 3% rispetto al 2025) che da inizio anno hanno scelto vacanze, che tengono insieme natura, cultura ed enogastronomia. Un segmento in cui gli agriturismi italiani, oltre 25mila, la fanno da padrone grazie alla loro posizione, che permette di muoversi agevolmente tra zone naturalistiche, borghi storici, zone archeologiche ed esperienze enogastronomiche. Proprio le zone di maggiore interesse dei flussi turistici, come raccontato dal report presentato al convegno in fiera da Isnart, l’istituto di ricerca sul turismo di Unioncamere.
Il 62% degli agrituristi è alla ricerca di centri storici da visitare; il 12% di parchi naturali e aree protette; l’11% sceglie le botteghe artigiane; l’8% cantine, frantoi, “strade” del vino e dell’olio.
I dati di Isnart confermano anche un altro elemento positivo: il flusso di visitatori che sceglieranno un agriturismo è destinato a crescere. Da inizio settembre, infatti, le strutture del settore già registrano un livello di prenotazione per i mesi di novembre e dicembre prossimi, in media, del 35%.

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