«Lo Stato si fidi dei cittadini, basta permessi preventivi»
Il governatore della Calabria Occhiuto: fare i controlli su ciò che va rispettato ma a consuntivo
CAPRI Per semplificare bisogna cambiare paradigma, “fidarsi dei cittadini” e fare “i controlli su ciò che va rispettato ma a consuntivo”, invece di chiedere autorizzazioni preventive. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, in un’intervista a Future Proof Society a margine del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria a Capri. “Questo sarebbe una grande opera di semplificazione e di sburocratizzazione”, ha spiegato Occhiuto, che indica il cambio di approccio su semplificazione e burocrazia come la prima delle tre priorità per il programma di un partito liberale e riformista, in vista delle elezioni. Oggi, secondo Occhiuto, l’Italia ha “uno Stato in tutte le sue articolazioni che si fonda sul pregiudizio nei confronti dei cittadini e delle imprese, per cui tu devi avere una pre-autorizzazione per fare le cose”. Con questo sistema, ha spiegato, le attività non si realizzano mai o si realizzano “in tempi biblici”.
«Riforme per i cittadini, non per le corporazioni»
“È giusto ascoltare le corporazioni, è giusto ascoltare le associazioni, però le riforme le devi fare guardando a quello che è meglio per i cittadini”, ha poi detto Occhiuto a a Future Proof Society. “Ci sono ancora delle stupidità in politica, nel senso che a volte si pensa che i portatori di interesse, le corporazioni orientino i voti dei cittadini”, ha spiegato. Le corporazioni, secondo Occhiuto, possono far guadagnare qualche voto, ma possono farne perdere molti di più. Come esempio ha citato la riforma di taxi e Ncc, che va fatta “guardando ai cittadini che il taxi non lo trovano, non al tassista che guida il taxi”. E ancora: “Sono diventato il più odiato dai tassisti in Italia, però ho risolto un problema”, ha sostenuto Occhiuto che a Future Proof Society ha raccontato come in Calabria la Regione aveva investito per portare turisti, anche con incentivi alle compagnie aeree, e aveva aumentato i passeggeri negli aeroporti e i turisti stranieri. Ma chi arrivava trovava soltanto una ventina di tassisti e non sapeva come spostarsi. Uber gli spiegò che la sua app veniva aperta milioni di volte in Calabria, ma che mancavano licenze Ncc sufficienti per offrire il servizio. La Regione approvò allora una legge per rilasciare licenze Ncc, il governo la impugnò e, secondo Occhiuto, la Corte costituzionale gli ha dato ragione. “Da lì in poi ho potuto dare tante licenze”, ha detto. Per Occhiuto “le incrostazioni del mercato a volte rendono impossibile risolvere i problemi, anche per la pubblica amministrazione”. (redazione@corrierecal.it)
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