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Morte di Mohamed Bessioud, la mamma sentita dal pm. Presentata una denuncia in Questura

Novità sul caso della morte del giovane, deceduto il 23 luglio, dopo essersi lanciato dal balcone durante un controllo dei carabinieri

Pubblicato il: 26/10/2026 – 18:31
di Fabio Benincasa
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COSENZA Ci sono novità sul caso della morte di Mohamed Amin Bessioud. Lo scorso 23 luglio, il giovane – nel corso di un controllo operato da parte dai carabinieri intorno alle 13.45 – si è lanciato nel vuoto. Momo, questo il suo soprannome, si trovava agli arresti domiciliari. Nelle scorse settimane, l’avvocato Chiara Penna ha assunto la difesa della madre della vittima, Nabila Jabri. La nuova difesa ha ritenuto prioritario chiedere l’immediato svolgimento di una serie di accertamenti tecnici urgenti sulla dinamica della precipitazione, considerata la necessità di documentare e preservare ogni elemento materiale ancora presente sul luogo dell’evento.
Da quanto si è appreso, nei giorni scorsi, sarebbe stata presentata in Questura a Cosenza una denuncia da parte della donna nei confronti del brigadiere Luca Restaneo e ricostruirebbe alcuni momenti della vicenda rimasti finora poco chiari. La madre avrebbe descritto una sequenza di fatti che aprirebbero a nuovi scenari.
Un passaggio particolarmente delicato riguarda l’utilizzo delle manette. Stando alla ricostruzione fornita dalla madre, Mohamed sarebbe stato ammanettato dopo essersi opposto all’allontanamento della donna dalla stanza in cui si stava svolgendo il controllo. Il giovane, che in quel momento sarebbe stato scalzo, avrebbe quindi chiesto di raggiungere il balcone per recuperare le scarpe. Il militare lo avrebbe seguito e, nel giro di pochi secondi, si sarebbe verificata la caduta. Un altro aspetto che emergerebbe dal racconto riguarda i momenti immediatamente successivi all’impatto con il suolo. La madre avrebbe riferito di non aver visto partire immediatamente la richiesta di soccorso.
Dopo quasi tre mesi dai fatti, la madre sarebbe stata ascoltata direttamente dal pubblico ministero per diverse ore. Un’audizione fiume che potrebbe consentire agli inquirenti di approfondire altri aspetti della vicenda. Nei prossimi giorni potrebbero essere ascoltate ulteriori persone informate sui fatti e non ancora sentite. Resta centrale anche il quadro degli accertamenti medico-legali: allo stato, non vi sono conferme ufficiali sui tempi di deposito della relazione autoptica. (f.benincasa@corrierecal.it)


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