Ponte, esplode la polemica sulle “campate”
Il ministro Ciriani: quella unica minimizza l’impatto. Bonelli: denunciamo il governo
ROMA “L’attività svolta dal Mase” di valutazione del progetto del Ponte sullo Stretto di messina “non è consistita in un mero recepimento della documentazione del proponente, né si è limitata alla sola configurazione progettuale soggetta ad approvazione. La valutazione delle soluzioni alternative non è stata impostata ex novo in considerazione del progresso prolungato pluridecenale a cui il progetto del Ponte sullo stretto è stato sottoposto”. Lo ha detto il ministro dei rapporti con Parlamento, Luca Ciriani, al question time alla Camera, rispondendo al posto del collega all’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a una interrogazione del deputato di Avs Angelo Bonelli. “La commissione tecnica Via-Vas si era espressa con parere di via sul progetto preliminare il 20 giugno del 2003 – ha spiegato Ciriani -. Successivamente la medesima procedura è stata rinnovata sul progetto definitivo del 2011. Durante le più recenti procedure, l’analisi delle alternative è stata rinnovata nel procedimento di Via conclusosi con il parere del 2024. Successivamente la commissione tecnica Via-Vas ha ulteriormente analizzato le potenziali soluzioni alternative alternativa al progetto”. “Le alternative sono state analizzate non solo da un punto di vista progettuale, ma anche da un punto di vista ambientale – ha detto ancora il ministro -. La commissione tecnica Via e Vas ha rappresentato che esse presentano caratteristiche tecniche e tecnologiche che le rendono non perseguibili, e qualora realizzabili, di maggior impatto ambientale nonché soggette a fattori di rischio significativi. La soluzione del Ponte sospeso a Campato Unica è invece risultata quella che nel confronto minimizza le interferenze ambientali”. “Il tema delle alternative è stato altresì affrontato in sede di interlocuzione con la Commissione europea – ha concluso Ciriani -, in cui è stato rappresentato che la relativa valutazione era già stata svolta nell’ambito del procedimento nazionale di Via e di Vinca”.
La replica di Bonelli
“Per quale ragione non avete valutato i progetti alternativi (sul Ponte sullo Stretto di Messina, n.d.r.) in maniera autonoma, facendovi dire dal soggetto proponente di chi lo dovrà fare e cosa si deve fare? È un conflitto di interessi inaccettabili che viene fatto con i soldi pubblici”. Lo ha detto il deputato di Avs Angelo Bonelli in una interrogazione al question time della Camera al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, aggiungendo che “ancora una volta ci toccherà fare quello che voi non fate, ovvero segnalare alle autorità competenti l’uso assolutamente distorto di vera e propria distrazione dei soldi pubblici degli italiani, 14 miliardi e mezzo di euro”. “Il suo atto lo acquisirò perché lo trasmetterò alle autorità competenti – ha detto Bonelli nella sua replica al ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, intervenuto al posto del collega Gilberto Pichetto Fratin -, perché qui non si può venire a raccontare una cosa che non sta negli atti. La valutazione di impatto ambientale non ha fatto alcuna verifica sulle alternative progettuali, si è limitata a prendere atto degli atti e dei progetti che la società proponente ha inviato alla Commissione Via e Vas. È un fatto veramente inaccettabile, perché c’è un obbligo dello Stato italiano a fare in modo che sia lo Stato e il Governo a realizzare quelle valutazioni”. “Nell’aprile del 2021 – ha proseguito il deputato di Avs – è stato proprio il Governo italiano a trasferire al Parlamento le alternative progettuali che dicevano che il Ponte a più campate era più compatibile dal punto di vista ambientale e meno oneroso dal punto di vista economico. Voi state facendo questo perché non volete fare una gara europea, perché avete deciso di dare 14,5 miliardi senza nessuna gara, regalando soldi mentre il Sud affoga nel dissesto idrogeologico, mentre non ci sono treni, mentre questi soldi per i capricci di Salvini potevano essere utilizzati per finanziare la sanità, la scuola, gli stipendi, le pensioni degli italiani”. (Ansa)
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