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l’incontro a mestre

«Berlusconi fece un partito “smart”, torniamo a essere quel tipo di Forza Italia»

Lo ha detto Roberto Occhiuto a Venezia

Pubblicato il: 29/10/2026 – 21:09
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«Abbiamo sbagliato a sederci troppo e soltanto sul ricordo di Berlusconi, che ha fatto cose enormi. Invece avremmo dovuto riprendere quel metodo e realizzarlo nel presente. C’è sempre tempo per farlo, per creare un centrodestra più forte, con una parte liberale e riformista apprezzata dagli italiani». Lo ha dichiarato oggi a Mestre (Venezia), il presidente della Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto. «Io il post Tajani? Sono stato rieletto l’anno scorso in Calabria, devo fare ancora quattro anni da presidente. Ma a Tajani cerco di dare degli stimoli». «Come vicesegretario di Forza Italia – ha detto – mi interrogo sul ruolo che il partito deve avere, per innovarlo. Quando Berlusconi lo fondò nel ’94, cambiò la sintassi politica. Fece un partito capace di aggregare la parte migliore del ceto produttivo e intellettuale del Paese. Fece un partito che i giovani vedevano ‘smart’. Torniamo a essere quel tipo di Forza Italia».

«Un partito liberale e moderno»

«Anch’io come vicesegretario – ha osservato – avrei dovuto fare di più, per fare di Forza Italia un partito autenticamente liberale, moderno, che si intesta la necessità di fare le riforme e le semplificazioni, come le faceva Silvio Berlusconi. Berlusconi ha tolto per intero la tassa sulla prima casa – ha ricordato Occhiuto -, sarebbe utile tornare a quel metodo. Dobbiamo attualizzare la sua lezione, quindi Forza Italia dovrebbe intestarsi le riforme per semplificare il Paese». «Abbiamo un sistema retributivo, sia nel settore pubblico che in quello privato, che funziona per scatti di anzianità. Vorrei che la politica, anche la mia parte politica, facesse un investimento e rovesciasse il paradigma, costruendo almeno nel pubblico una sistema che funzioni per ‘scatti di futuro’, per valorizzare i giovani». Un sistema, ha proseguito Occhiuto, «che preveda di detassare i giovani fino ai 30/35 anni, per dire ‘se state in questo Paese, vi valorizziamo’. Sarebbe una grande riforma, che secondo me farebbe contenti anche i nonni», ha concluso. 

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