Cortei e disordini, 60 perquisizioni in 23 città italiane
Nel mirino le chat e i social
ROMA Nuova operazione della Polizia di Stato dopo le manifestazioni che nelle ultime settimane hanno attraversato numerose città italiane, con tensioni e scontri in alcune piazze. Dalla mattinata di sabato 31 ottobre sono in corso 60 perquisizioni in 23 città, condotte dagli agenti della Digos e della Polizia postale nell’ambito degli accertamenti sui messaggi diffusi attraverso chat e piattaforme social. Le verifiche riguardano soggetti che, secondo quanto riferito dalla Polizia, avrebbero utilizzato gli strumenti di comunicazione online per incitare a compiere violenze durante le recenti manifestazioni. Un’attività investigativa che si inserisce nel quadro dei controlli avviati dalle autorità dopo i disordini registrati nelle scorse settimane.
Le indagini sulle chat e sui social
Al centro degli accertamenti ci sono le comunicazioni attraverso le quali sarebbero stati diffusi messaggi di incitamento alla violenza. Gli investigatori stanno approfondendo il ruolo dei soggetti individuati e gli eventuali collegamenti con gli episodi verificatisi durante i cortei. Le 60 perquisizioni rappresentano una nuova fase delle attività investigative, che nelle ultime settimane hanno interessato diverse città italiane. Già il 24 ottobre, infatti, la Polizia aveva effettuato circa 150 perquisizioni nell’ambito degli accertamenti sui disordini avvenuti a Milano il 17 e 18 ottobre. In quell’occasione le indagini erano partite anche dall’analisi di alcune conversazioni individuate dalla Digos di Monza e Brianza, nelle quali erano emersi riferimenti a possibili aggressioni contro le forze dell’ordine, danneggiamenti e altre azioni violente.
I cortei del 30 ottobre e gli scontri
La nuova operazione arriva all’indomani delle manifestazioni organizzate venerdì 30 ottobre in numerose città italiane, in occasione dello sciopero generale contro il caro vita, le politiche economiche e le spese militari. Oltre 40 le città interessate dai cortei, che hanno visto la partecipazione di studenti, lavoratori e rappresentanti di diverse organizzazioni sindacali e movimenti. La maggior parte delle manifestazioni si è svolta pacificamente, ma non sono mancati momenti di tensione. A Torino si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nei pressi della Prefettura, mentre a Roma alcuni gruppi hanno tentato di raggiungere le aree istituzionali, provocando l’intervento della Polizia. Nella Capitale, secondo il bilancio delle autorità, sono state identificate circa 300 persone e otto sono state fermate in relazione ai disordini.
Proseguono gli accertamenti
L’attenzione degli investigatori resta concentrata sulle condotte potenzialmente rilevanti dal punto di vista penale, con particolare riferimento ai messaggi di incitamento alla violenza e agli eventuali collegamenti tra le comunicazioni online e gli episodi verificatisi nelle piazze. Le perquisizioni non equivalgono ad accertamenti di responsabilità penale, che dovranno essere eventualmente verificati nelle sedi competenti. Al momento non è disponibile un elenco completo delle 23 città coinvolte nell’operazione di sabato né un bilancio definitivo degli eventuali sequestri. Le attività investigative sono ancora in corso.
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