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Regione, per la maggioranza di centrodestra il cammino ora potrebbe essere più complicato del previsto

Lo stop sulla riforma dello Statuto e la controversa riforma del Tpl “frenano” la coalizione. Il rischio della “fiducia” e la trattativa con il centrosinistra

Pubblicato il: 31/10/2026 – 10:36
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CATANZARO Una strada un po’ in salita. Questa è la fase che sta attraversando la maggioranza di centrodestra alla Regione. Per la coalizione guidata dal governatore Roberto Occhiuto questo scorcio di legislatura si è fatto più complicato del previsto. Secondo gli analisti ma anche secondo fonti della stessa maggioranza ovviamente la situazione non è critica ma il “combinato disposto” di due vicende – il “braccio di ferro”, perdente, con l’opposizione sui sottosegretari e la riforma del trasporto pubblico locale in stand by – configurerebbe un freno nel cammino della maggioranza. Lo confermerebbe del resto il ritmo molto compassato impresso nelle ultime settimane all’attività della Regione lato Consiglio. Certo, ci sono state emergenze più impellenti a cui dare priorità, ma dalle parti di Palazzo Campanella oggettivamente si sta procedendo essenzialmente con pratiche di routine. E a quanto risulta il ritorno in aula non dovrebbe avvenire prima della metà di novembre (la conferenza dei capigruppo sarebbe stata convocata il 9 novembre ma è ancora una data ufficiosa). E si tratterà di capire cosa si discuterà nel prossimo Consiglio regionale.

La riforma del Tpl

In linea teorica, la riforma del Tpl, abbinata poi all’aggiornamento dl Piano dei trasporti, potrebbe approdare presto sui banchi consiliari, anche perché comunque è stata varata nelle Commissioni, ma il “nodo” in realtà sarebbe ancora aggrovigliato e di non facile soluzione. Secondo quanto si apprende da fonti del centrodestra Occhiuto starebbe ancora valutando l’ipotesi di porre la fiducia sulla pratica: anche per coerenza con la sua “Linea Maginot” a livello nazionale – mai con Roberto Vannacci – il governatore ha detto alla sua maggioranza di non volere il voto di Domenico Giannetta (sarebbe il 21esimo, quello necessario per approvare la riforma) e per questo starebbe cerando sponde anche con l’opposizione di centrosinistra. Nella minoranza – a quanto si sa – si è in effetti aperta, insieme al canale di dialogo con Occhiuto, una riflessione sul merito della riforma del Tpl, ma da qui a dire che il centrosinistra la sosterrà senza “contropartite” ce ne corre. Insomma, si tratta ma è una trattativa comunque non facile, e poi la minoranza da alcune settimane si sta dimostrando molto coriacea, persino unita e comunque poco propensa a fare “regali” al centrodestra. Certo, il tema dei trasporti è delicato e questo lo sanno tutti: a fine anno scade il termine per le gare e la Calabria è a fortissimo rischio di sanzioni.

Il nodo sottosegretari

Ma il fronte trasporti non è l’unico “scomodo” per il centrodestra. La decisione del Consiglio di Stato che ha respinto l’appello della Regione sul referendum contro i sottosegretari è un altro intoppo, perché adesso di fatto potrebbe obbligare la maggioranza di centrodestra a procedere alla seconda lettura della revisione statutaria che abroga i sottosegretari e l’ampliamento della Giunta e a farlo – dicono anche qui molti analisti – entro fine novembre “pena” ripristino del procedimento del referendum. Sono questioni anche di “stretto diritto” ma politicamente per la maggioranza è un altro “nodo” da sbrogliare. Da alcuni settori della maggioranza si fa già facendo strada l’idea di ripresentare la modifica dello Statuto senza ovviamente la parte dei sottosegretari ma prevedendo l’ampliamento della Giunta che è permesso dalle norme nazionali: una strada che sicuramente Lega e Noi Moderati potrebbero “caldeggiare” visto che i due partiti attendono da mesi l’ingresso di un loro rappresentante in Giunta per come promesso da Occhiuto. Ma è ancora un “work in progress”, da valutare per il centrodestra anche alla luce del fatto che sono anche iniziate le “grandi manovre” per le candidature alle elezioni 2027, Politiche e Amministrative. E comunque, alla fine il “timing” di tutto lo detiene e lo controlla sempre Occhiuto. (a. cant.)

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