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«Dobbiamo proseguire il dialogo con il mondo dell’industria per raggiungere un accordo di filiera nella pioppicoltura»

Allasia (Confagricoltura) a “Ecomondo”

Pubblicato il: 06/11/2026 – 15:54
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RIMINI “Dobbiamo proseguire il nostro dialogo con il mondo dell’industria per raggiungere un accordo di filiera, sulla falsa riga di quello firmato con diverse Regioni, che permetta ai pioppicoltori italiani di programmare la propria produzione. Un pioppeto ha bisogno di 10-12 anni per maturare; quindi, i silvicoltori hanno bisogno della sicurezza che il proprio materiale verrà acquistato”. Lo ha detto il consigliere nazionale dell’Associazione Pioppicoltori e dirigente di Confagricoltura, Enrico Allasia, nell’ultima giornata di Ecomondo, l’esposizione internazionale sull’economia circolare ospitata dalla Fiera di Rimini. L’occasione è stata il convegno “Deforestazione e accordi internazionali, ripristino della natura e pioppicoltura, servizi ecosistemici e carbon farming”, organizzato da Confagricoltura con il Cts di Ecomondo, Fondazione Alberitalia e il Cluster nazionale Foresta-Legno. “In Italia la coltivazione del pioppo si estende su circa 60mila ettari di territorio, rispetto agli oltre 100mila degli anni ’80 – ha aggiunto Allasia –. Oggi, però, si assiste a una ripresa del settore grazie ai prezzi in crescita sul mercato. Un trend positivo, messo a rischio dall’esplosione dei costi di produzione, dei carburanti e dagli effetti del cambiamento climatico”. Grande spazio è stato dato anche ai contenuti del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, che recepisce il nuovo regolamento europeo Nature Restoration Law. Normativa – in vigore da settembre 2027 – importante per la pioppicoltura italiana ed europea che è stata illustrata da Daniele De Angelis, tecnologo di Ispra, istituto che insieme al Crea ha elaborato il Piano con la direzione del Mase e del Masaf. Sul punto è intervenuta Alessandra Prampolini, direttrice di WWF Italia, che ha sottolineato la necessità di percorsi condivisi, tra imprese e parti sociali, nella definizione di regole che riguardano sia la conservazione che la valorizzazione economica delle risorse naturali. Il docente dell’Università degli studi della Tuscia e premio Nobel per la Pace nel 2007 per i suoi studi sui cambiamenti climatici, Riccardo Valentini, ha analizzato la strategia che l’Europa ha messo in campo per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Una strategia basata sulla cattura di carbonio nel terreno – anche attraverso i settori forestale e agricolo – da cui nascerà un vero e proprio mercato dei crediti, che vede l’Europa come primo soggetto politico certificatore al mondo. “Una grande occasione sia dal punto di vista ambientale, sia economico per l’Italia”, ha sottolineato Valentini.

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