Vibo, ancora crepe nel Pd: si dimette il segretario cittadino Marasco. L’opposizione: «Spettacolo indecoroso, si torni al voto»
Tre dimissioni in pochi giorni tra i dem, Marasco lascia per motivi personali e mancanza di stimoli. L’affondo: «La maggioranza non è coesa, fallimento politico»
VIBO VALENTIA Un’altra scossa nel Partito democratico di Vibo Valentia. Si è dimesso, nella giornata di ieri, il segretario cittadino Gernando Marasco, dopo poco più di un anno dalla sua elezione del 29 giugno 2025. Con una lettera inviata al partito, Marasco spiega la sua scelta parlando di motivazioni «principalmente di natura personale», non riuscendo più a garantire l’impegno e la presenza necessari alla funzione da segretario cittadino. Dimissioni che arrivano, però, a pochi giorni da quelle di altri due dirigenti dem, Angelo Calzone e Gregorio Vinci, e si inseriscono in un periodo delicato per il Pd vibonese, segnato da discussioni interne attorno a Palazzo Luigi Razza, ad Enzo Romeo e alle prossime elezioni provinciali di dicembre.
Mancanza di stimoli
L’ormai ex segretario cittadino, il cui impegno politico continuerà come militante, nella sua lettera parla di mancanza di stimoli, con un passo indietro che consentirà ai democratici di effettuare una riorganizzazione interna. Nessun esplicito riferimento, dunque, alla situazione di Palazzo Luigi Razza, ai nuovi equilibri e alle nuove alleanze nascenti sul territorio, ma dimissioni che rischiano di pesare ulteriormente su un clima già teso nel Comune capoluogo.
«Fallimento di un progetto politico»
Come sottolineano, con una dura nota, i gruppi d’opposizione Cuore Vibonese, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi Moderati, Identità Territoriale e il Gruppo Misto che parlano di «palese ed inconfutabile fallimento di un progetto politico che si sta sgretolando sotto i colpi delle sue stesse contraddizioni». Nel documento vengono richiamate le dimissioni all’interno del Pd, «l’ennesimo tassello di un disfacimento annunciato» e le recenti dichiarazioni di Raffaele Mammoliti, prova che «non esiste più una coalizione coesa, non esiste più una guida politica, e la città si trova in balia del caos». Parole dure anche contro la segretaria provinciale del Pd Teresa Esposito, che «sceglie di non dimettersi per mere ragioni di opportunità, mentre il partito e l’amministrazione cadono a pezzi, mossa unicamente dalla tutela di interessi personali all’interno dell’esecutivo comunale». L’opposizione affonda il colpo: «Si privilegiano e difendono le posizioni di potere e le poltrone di famiglia a scapito del bene collettivo e della trasparenza verso i cittadini vibonesi». Per questo, i gruppi d’opposizione invocano un «atto di responsabilità: non c’è più una maggioranza, non c’è più una visione politica per Vibo Valentia. È ora di mettere fine a questo spettacolo indecoroso e restituire la parola ai cittadini». (ma.ru.)
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